La stagione di nidificazione è al culmine. Arriva la conferma ufficiale: siamo al nido numero 8 nel Lazio per quanto riguarda la tartaruga caretta caretta. La scorsa notte la rete di monitoraggio regionale è scattata immediatamente per una segnalazione al confine tra il litorale romano e quello del comune di Pomezia. Un pattugliamento efficace. L’allerta ha coinvolto direttamente i ricercatori di Tartalazio e l’associazione Marevivo, arrivati sul posto per seguire l’evento in tempo reale.
La tartaruga è emersa al Marine Village. Per salvare le uova dal rischio mareggiate, gli esperti le hanno trasferite d’urgenza nella nursery di Castelporziano
I fatti si sono svolti al buio. Nelle prime ore della notte un grosso esemplare di tartaruga è emerso dall’acqua. Ha scelto la spiaggia al confine tra Roma e Pomezia, precisamente nell’area del Marine Village a Torvaianica. L’animale ha iniziato a scavare la sabbia per deporre le uova. Una scena che si è compiuta davanti ai pochi bagnanti ancora presenti sull’arenile a quell’ora. La segnalazione tempestiva di due cittadini,ha permesso di attivare i protocolli di tutela prima che l’area venisse calpestata.
Il trasferimento d’urgenza delle uova a Castelporziano
Il posizionamento era pericoloso. La tartaruga aveva scelto un punto a pochissimi metri dalla battigia. Troppo vicino all’acqua. Allertata subito, la Capitaneria di Porto è intervenuta per garantire la sicurezza del perimetro. All’alba i biologi hanno preso una decisione operativa inevitabile. Il rischio di distruzione del nido a causa di mareggiate estive era altissimo. Gli esperti hanno quindi rimosso le uova per effettuarne il trasloco immediato nella nursery protetta di Castelporziano, all’interno della tenuta presidenziale. Le uova rimarranno lì sotto stretta sorveglianza. La schiusa è prevista per i primi di settembre.
La stagione era iniziata con un altro salvataggio fondamentale. I volontari avevano infatti individuato le tracce di una tartaruga Caretta caretta sul litorale di Ladispoli, attivando i protocolli d’emergenza. Quell’intervento d’urgenza aveva permesso di mettere in sicurezza il secondo nido regionale della stagione, confermando la mobilitazione costante della rete di protezione lungo tutta la costa.


















