L’operazione della Polizia Locale di Roma Capitale condotta il 2 luglio all’interno dell’ex colonia Vittorio Emanuele di Ostia ha riacceso il dibattito sulla gestione di uno dei complessi pubblici più discussi del litorale romano. Il controllo, nato nell’ambito delle verifiche contro l’ambulantato abusivo sulle spiagge, ha portato alla scoperta di un locale seminterrato che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stato utilizzato come deposito di materiali riconducibili alla vendita irregolare sull’arenile ma non come luogo di culto non autorizzato.
Ex colonia Vittorio Emanuele a Ostia: dopo il blitz della Polizia Locale si riaccende il confronto sulla gestione dell’immobile
La vicenda si inserisce in una storia che va avanti da anni. L’ex colonia Vittorio Emanuele, edificio comunale affacciato sul lungomare Paolo Toscanelli, è già stata al centro di numerosi interventi delle forze dell’ordine per occupazioni abusive e criticità legate all’utilizzo degli spazi. Negli ultimi anni sono stati effettuati censimenti degli occupanti, sequestri e verifiche amministrative, mentre il complesso è rimasto oggetto di un lungo confronto politico sul recupero e sulla tutela del patrimonio pubblico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante il controllo gli agenti avrebbero trovato tappeti, bagni, locali arredati e ambienti utilizzati come dormitorio, oltre a materiale che sarebbe stato impiegato come base logistica per l’ambulantato abusivo alimentare sulle spiagge di Ostia. Tutti gli elementi rinvenuti sono ora al vaglio degli accertamenti delle autorità competenti.
A intervenire sulla vicenda è stato Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che ha annunciato la presentazione di una richiesta formale di chiarimenti rivolta alle autorità competenti.
Nel suo intervento, il consigliere sostiene che la situazione sollevi diversi interrogativi sulla gestione dell’immobile comunale.
In particolare, chiede di conoscere come sia stato possibile che locali già interessati in passato da provvedimenti di chiusura e controlli siano tornati a essere occupati, quali uffici avessero il compito di vigilare sulla struttura e quando siano stati effettuati gli ultimi sopralluoghi.

Conforzi solleva inoltre il tema delle eventuali utenze presenti nei locali. Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, se gli ambienti fossero stati effettivamente utilizzati in modo continuativo, sarebbe opportuno chiarire chi abbia sostenuto le spese per acqua, energia elettrica e altri servizi e se vi siano stati costi a carico della collettività.
L’esponente dell’opposizione collega poi la vicenda al fenomeno dell’ambulantato abusivo sul litorale romano, sostenendo che l’eventuale utilizzo dell’immobile come deposito logistico rappresenterebbe un ulteriore elemento da approfondire nell’ambito delle attività di contrasto al commercio irregolare.
L’ex colonia Vittorio Emanuele, edificio storico di proprietà di Roma Capitale, ospita oggi anche servizi pubblici e sociali, tra cui la Biblioteca Elsa Morante, spazi destinati alla Caritas, un centro anziani e altri servizi comunali, mentre una parte del complesso continua a essere interessata da problematiche legate alle occupazioni abusive.
“Parliamo di un bene comunale che avrebbe dovuto essere controllato e tutelato con la massima attenzione”, afferma Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X.

“Chiederò di chiarire come sia stato possibile che quei locali siano stati nuovamente occupati, chi fosse responsabile dei controlli e chi abbia eventualmente sostenuto i costi delle utenze”, conclude il consigliere municipale.
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