Due condanne e due assoluzioni nel processo per l’esplosione al municipio di Rocca di Papa

Il Tribunale di Velletri chiude il processo sull'esplosione che nel giugno 2019 uccise il sindaco di Rocca di Papa e il suo delegato

Il Tribunale di Velletri chiude il processo sull'esplosione che nel giugno 2019 uccise il sindaco di Rocca di Papa e il suo delegato

Si è concluso con due condanne e altrettante assoluzioni il processo a carico dei quattro imputati per l’esplosione che, nel giugno del 2019, causò la morte del sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, e del suo delegato Vincenzo Eleuteri.

Il Tribunale di Velletri chiude il processo sull’esplosione che nel giugno 2019 uccise il sindaco di Rocca di Papa e il suo delegato

Le sentenze di condanna di primo grado, emesse dal Tribunale di Velletri, riguardano il titolare e il direttore dei lavori della società che all’epoca era stata incaricata di eseguire alcuni interventi nell’ambito di un progetto per la mappatura e il consolidamento delle cavità antropiche presenti nel sottosuolo. Per entrambi la pena stabilita dai giudici è di cinque anni di reclusione.

Diversa la sorte dei due geologi coinvolti nel medesimo procedimento, assolti e affrancati da ogni accusa. I reati contestati a vario titolo dalla procura sono quelli di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime.

Le reazioni delle parti

Non stupisce, di conseguenza, che le reazioni delle parti di fronte a un dispositivo che differenzia nella sostanza le posizioni dei quattro imputati siano altrettanto divergenti. “Il processo ha portato a due condanne ma riteniamo che lo spettro delle responsabilità non sia stato adeguatamente coperto – commenta all’Adnkronos l’avvocato Antonio Ingroia, legale di parte civile di Gino Ferri, zio del sindaco deceduto – Valuteremo se procedere in altre sedi“.

Soddisfazione per l’esito del procedimento viene invece espressa da Simonetta Fulco e Franco Moretti, difensori di Leonardo Nolasco, uno dei due geologi assolti. “Il Tribunale di Velletri – spiegano – ha assolto il geologo Nolasco con la formula più ampia, per insussistenza di tutti i fatti di reato a lui contestati“. In particolare, stando a quanto si apprende, Nolasco era stato incaricato dal Comune di provvedere alla mappatura delle cavità del sottosuolo, opera propedeutica a eventuali, successivi lavori di consolidamento.

Stando a quanto emerso dal processo, l’imputato avrebbe poi correttamente fornito ai due condannati gli esiti delle rilevazioni effettuate con il georadar. Rilievi ai quali tuttavia il direttore dei lavori e il titolare della ditta non avrebbero fatto seguire la necessaria operazione di pre-scavo. Proprio a causa della mancanza di quest’ultimo passaggio, durante la foratura meccanica del suolo effettuata per un’ispezione video sarebbe stata danneggiata una tubatura, con conseguente fuoriuscita del gas.

La dinamica della tragedia

La tragedia di Rocca di Papa risale al 10 giugno del 2019, quando l’esplosione causò il crollo di parte della facciata dell’edificio comunale, provocando anche un incendio al suo interno. Ad aggravare la situazione, già di per sé drammatica, fu la presenza di una scuola nelle immediate vicinanze del luogo dell’incidente.

Il sindaco Crestini prestò i primi soccorsi del caso e fu l’ultimo ad allontanarsi dall’area del rogo, riportando ustioni sul 35% del corpo. Ferite a causa delle quali sarebbe poi deceduto presso l’ospedale Sant’Eugenio. Oltre ai decessi del sindaco e di Eleuteri, si registrarono complessivamente 15 feriti.