Pestaggio a Fiumicino, 19enne vivo per miracolo: due fratelli pugili arrestati per tentato omicidio

I due aggressori, pugili esperti, sono stati bloccati dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio

Teminator, uno dei due fratelli pugili arrestati per il pestaggio a Fiumicino

Due fratelli pugili arrestati e uno scontro iniziato fuori dal Dadaumpa. Hanno un nome e un volto da oggi  gli autori del brutale pestaggio avvenuto nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno in piazzale Mediterraneo, a Fiumicino. A finire in manette i pugili Mirko e Roberto Natalizi.

I due aggressori, pugili esperti, sono stati bloccati dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio

Per gli investigatori della Questura di Roma sono stati i due fratelli ad aver ridotto a una maschera di sangue un ragazzo di 19 anni, colpito selvaggiamente con calci, pugni e persino una mazza da baseball, che gli hanno procurato ferite guaribili in 45 giorni. Il ragazzo ha rischiato la vita come Willy Monteiro. 

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L’arresto di uno dei due fratelli

Un dramma sfiorato e scaturito da un banale, ma molesto, episodio avvenuto la sera precedente fuori dallo stabilimento Dadaumpa.

Lì Roberto Natalizi, che svolgeva servizio come addetto alla sicurezza per conto di una società specializzata, avrebbe rivolto degli apprezzamenti pesanti alla fidanzata del 19enne.

Una discussione che, anziché spegnersi, ha covato vendetta. Il giorno successivo è scattata la vera e propria spedizione punitiva. All’appuntamento in piazzale Mediterraneo Roberto non si è presentato da solo: ad accompagnarlo c’era il fratello Mirko, pugile professionista conosciuto sul ring come “Terminator”.

Da interrogatori e telecamere le indagini hanno portato gli investigatori a bussare a casa dei fratelli pugili.

Il locale era chiuso: scatta il licenziamento

I titolari del Dadaumpa, nel frattempo, hanno subito preso le distanze dall’accaduto, precisando che il locale non è stato teatro dell’aggressione, consumatasi interamente all’esterno della struttura e quando l’attività era già chiusa al pubblico. Inoltre, la direzione ha chiarito che quella sera Roberto Natalizi non era ufficialmente in servizio.

Il bodyguard – dipendente di una dita esterna – nel frattempo, è stato licenziato in tronco.

Ciò nonostante, la Questura di Roma a una settimana dal diverbio (conclusosi il giorno successivo col pestaggio) aveva avviato un procedimento amministrativo nei confronti del locale ai sensi dell’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), che prevedeva la chiusura serale per 15 giorni. Pochi giorni dopo i fatti così per lo stabilimento erano scattati i sigilli del Questore.

La difesa del patron e la riapertura social

Il titolare della struttura ha sempre respinto con fermezza le accuse, respingendo l’immagine del locale utilizzato come discoteca e l’ipotesi di tensioni all’interno. Dopo giorni di stop forzato, il Dadaumpa il 27 giugno ha annunciato la regolare ripartenza con un video pubblicato sui propri canali social.

L’annuncio:Da questa sera il Dadaumpa riapre regolarmente per il servizio cena, con la stessa passione, professionalità e dedizione di sempre. Un grazie sincero a tutti coloro che hanno scelto di informarsi prima di giudicare, a chi ha cercato la verità dei fatti e a chi ci è rimasto accanto in questo periodo difficile. Il vostro sostegno ha avuto per noi un valore immenso”.

Mentre lo stabilimento prova a lasciarsi alle spalle la vicenda puntando sulla trasparenza, per i fratelli Natalizi si sono aperte le porte del carcere con l’accusa di tentato omicidio.