Un silenzio irreale, le fiaccole e, alla fine, un lungo, liberatorio applauso. Gli occhi increduli dei bambini. Centinaia di persone – residenti di Casalotti, ma anche delle vicine Casal Selce e Valle Santa – sono scese in strada per la fiaccolata in memoria di Kamal Uddin, della moglie Jahan Hosne Momotaj e della piccola Arowa, di appena 8 anni, le vittime della brutale strage di via Montiglio dello scorso 28 giugno.
Strage di Casalotti, posti di blocco e l’ombra del ricatto: si cerca Shahadat Hossain
Il corteo, organizzato dal consigliere del Municipio XIII Carlo Mattia, è partito dopo una messa nella chiesa di Santa Rita. In prima fila, stretti nel dolore, c’erano i compagni di classe della piccola Arowa insieme alla loro maestra, Antonella.
La processione ha raggiunto l’abitazione della famiglia, dove sono stati deposti candele, fiori e peluche. Un palloncino a forma di cuore è stato lasciato volare in cielo, simbolo di una richiesta di giustizia che unisce tutti i cittadini. “Noi siamo un comitato di zona – spiegano dall’associazione Casalotti è casa mia – e ci stringiamo nel dolore per una perdita che ha segnato profondamente tutti noi“.
La raccolta fondi per Amir, l’unico sopravvissuto
Il pensiero dei presenti è andato anche ad Amir, il figlio ventenne di Kamal e Jahan, unico sopravvissuto al massacro. Il ragazzo si trova ancora ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Gemelli, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per una frattura cranica con ematoma.

Per lui, il comitato Difendiamo Casal Selce ha promosso una raccolta fondi per garantirgli un aiuto concreto una volta dimesso, quando dovrà affrontare il futuro da solo.
“La tragedia di Kamal ha toccato il cuore di tutti noi, gente delle periferie spesso dimenticate“, si legge nella nota del comitato, che ricorda l’umanità e la dedizione al lavoro di Kamal, diventato un punto di riferimento per i residenti. Per chi volesse contribuire, è possibile effettuare una donazione alla Banca di Credito Cooperativo di via Casal Selce (Iban: IT87A0832703256000000002695).
Il punto sulle indagini: caccia all’uomo e l’ipotesi del movente economico
Sul fronte investigativo, intanto, è massima allerta: il presunto killer è ancora introvabile. Prosegue infatti senza sosta la caccia a Shahadat Hossain, il 43enne connazionale della famiglia ritenuto l’autore del triplice omicidio. Le forze dell’ordine hanno attivato posti di blocco stradali, controlli serrati in stazioni, aeroporti, frontiere e ai capolinea dei bus diretti all’estero, setacciando palmo a palmo anche i casolari abbandonati della zona.

Se in un primo momento si era ipotizzata un’ossessione sentimentale da parte del ricercato nei confronti di Jahan – scenario tratteggiato anche da un ex collega di Hossain, Walid Amarir, che lo descrive come un uomo apparentemente “discreto” con un passato tra Arabia Saudita e Libia – gli inquirenti stanno scavando più a fondo.
Dietro il massacro non ci sarebbe infatti solo un movente passionale: l’ipotesi che si fa largo nelle ultime ore è legata al denaro. La strage di via Montiglio potrebbe essere il culmine di una drammatica spirale fatta di minacce, tentativi di rapimento ed estorsioni subite dalla famiglia della vittima nelle settimane precedenti al delitto.
















