Lanuvio senz’acqua sotto il sole: impianti al collasso e un’opera ferma da anni

La crisi idrica che sta mettendo in ginocchio Lanuvio ha radici lontane: potabilizzatori mai sostituiti, un invaso strategico bloccato dalla burocrazia e costi lievitati. Il sindaco: "Pronti alle vie legali"

Intervento straordinario sulla rete di distribuzione: la temporanea mancanza d'acqua ad Agosta colpirà diverse vie cittadine. L'azienda predispone il servizio di autobotte in piazza e il numero verde di emergenza

La crisi idrica a Lanuvio stringe la città in una morsa d’afa e disservizi. Un mix di temperature record, consumi alle stelle e blackout elettrici ha mandato in tilt le centrali di potabilizzazione. Tre autobotti presidiano piazza Carlo Fontana, piazza Aldo Moro e la zona della stazione, ma la misura emergenziale non è sufficiente a coprire i disagi. I container non bastano per le esigenze prolungate di una comunità intera. E la rabbia dei cittadini è sempre più palpabile tra le vie del borgo dei Castelli romani.

La crisi idrica che sta mettendo in ginocchio Lanuvio ha radici lontane: potabilizzatori mai sostituiti, un invaso strategico bloccato dalla burocrazia e costi lievitati. Il sindaco: “Pronti alle vie legali”

Il sindaco Andrea Volpi fotografa così il quadro attuale: “Il grande caldo e l’elevato consumo idrico non aiutano, così come non aiutano i problemi della rete elettrica di Enel, che hanno provocato ulteriori danni e rallentamenti ai nostri impianti di potabilizzazione.”

Quindici anni di obsolescenza

Bisogna guardare indietro per capire il disastro attuale. Anno 2011: Acea installa i potabilizzatori per rimuovere l’arsenico dall’acqua. Impianti – spiega il primo cittadino in una nota – progettati per durare cinque anni, non un decennio in più. Oggi siamo nel 2026 e quei macchinari non sono più sufficienti.Questi impianti, ormai obsoleti – afferma Volpi – vanno in crisi ogni volta che il consumo aumenta in modo significativo, e ancora di più quando la rete elettrica subisce interruzioni o malfunzionamenti.”

La palude burocratica e il triplicarsi dei costi

“La soluzione strutturale sarebbe rappresentata dalla realizzazione del grande invaso di via Matteotti, il cosiddetto “Carlo Fontana”, fanno sapere dal Comune,  ma il costo stimato dell’opera è letteralmente esploso, passando da 5 a circa 15 milioni di euro. Un aumento da 10 milioni in più difficile da sostenere, sul quale, secondo l’amministrazione, avrebbe influito il peso della burocrazia. “L’allungarsi dei tempi – scrive Volpi – è dovuto essenzialmente a una schizofrenia di pareri da parte della Sovrintendenza, che ha modificato più volte il progetto e imposto correzioni costose, rallentandone l’iter“.

I tentativi messi in campo e le interrogazioni parlamentari

L’amministrazione comunale ha seguito con costanza ed impegno la situazione, ma l’approccio, con tutta evidenza, non ha prodotto i risultati sperati. “Da anni seguiamo con attenzione l’iter di quest’opera, sollecitando costantemente Acea e le articolazioni del Ministero della Cultura – afferma il sindaco – Personalmente ho messo in campo tutti gli strumenti istituzionali a mia disposizione, arrivando fino alla presentazione di interrogazioni parlamentari. Ho chiesto e ottenuto incontri. Ho ricevuto rassicurazioni, visionato i progetti e richiesto approfondimenti ogni volta che si è verificato uno stop. Abbiamo aspettato, mediato e usato il buon senso. Abbiamo lavorato con costanza e senso di responsabilità con tutti gli Enti coinvolti.”

Eppure, malgrado i numerosi tentativi messi in campo dal Comune, passare le giornate con 35 gradi all’ombra senza un goccio d’acqua continua ad essere più che un rischio concreto per l’igiene e la salute pubblica dei cittadini di Lanuvio. Una situazione alla quale occorre dare una risposta non più rinviabile.

La svolta amministrativa

Considerate le circostanze, il Comune di Lanuvio è ora pronto all’eventualità di passare anche alle vie legali: “Considerato il perdurare del disagio e i tempi che si sono dilatati ben oltre ciò che può essere ritenuto accettabile, alla luce dei ritardi imputabili certamente ad Acea ma anche, in misura rilevante, ai rallentamenti legati alle autorizzazioni della Sovrintendenza ai beni culturali, provvederò nel corso della settimana ad assumere ulteriori iniziative istituzionali per tutelare la nostra comunità e chiedere risposte concrete, immediate e definitive”.

I dettagli dell’azione legale

Nel dettaglio, è lo stesso Volpi a chiarire i contorni dell’azione legale che l’amministrazione intende intraprendere per ottenere risposte concrete sulla gestione dell’iter autorizzativo: “Chiederò, per mezzo del nostro ufficio legale, agli organi competenti di esprimersi sull’iter amministrativo che ha bloccato la realizzazione di un’opera strategica per l’igiene e la salute dei cittadini di Lanuvio e porrò in evidenza quanto il giudizio soggettivo e mutevole di chi detiene la responsabilità archeologica e paesaggistica dei nostri luoghi abbia influito sui ritardi, sull’aumento dei costi e sulle conseguenze che i cittadini di Lanuvio stanno subendo“.

Intanto, per i prossimi giorni sono previsti nuovi disagi. Acea ha infatti comunicato un nuovo stop all’erogazione dell’acqua a casua di interventi sulla rete idrica. Puoi leggere i dettagli cliccando su questo link.