Si è conclusa dopo sei giorni la fuga del 53enne accusato del tentato omicidio consumato l’11 giugno all’interno di una palestra di via Casilina a Torre Maura. L’uomo, che aveva ridotto in fin di vita un frequentatore del centro dopo una breve lite, è stato bloccato in queste ore dai Carabinieri.
Svolta nelle indagini sul drammatico accoltellamento in palestra a Torre Maura: la vittima salvata grazie ad un delicato intervento chirurgico al Policlinico Casilino
Il grave episodio di sangue si è consumato nella mattinata dell’11 giugno 2026, poco prima delle 9,00 del mattino, sconvolgendo la routine quotidiana di un centro sportivo situato a Torre Maura, nel quadrante est di Roma.
All’interno della struttura di via Casilina, l’atmosfera è improvvisamente degenerata a seguito di una violenta discussione verbale tra due frequentatori che si stavano allenando a breve distanza nella sala pesi. Le ragioni profonde della lite rimangono al momento al vaglio degli inquirenti, ma la sequenza si è rivelata fulminea e spietata.
Al culmine di un brevissimo scambio di battute, un 53enne avrebbe aperto il proprio zaino, per estrarne un coltello e poi sferrare un fendente profondo al fianco sinistro della vittima, un uomo di circa 40 anni.
Mentre il ferito si accasciava al suolo tra i macchinari, l’aggressore ha sfruttato il panico e lo shock generale per guadagnare l’uscita, salire a bordo della propria auto e dileguarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce nelle vie limitrofe.
Le indagini lampo e i filmati della videosorveglianza
I soccorsi sono scattati immediatamente grazie alle telefonate convulse dei testimoni presenti. I sanitari dell’ARES 118 hanno prestato le prime cure d’emergenza sul posto per poi disporre il trasferimento d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico Casilino, dove la vittima è stata sottoposta a un delicatissimo intervento chirurgico salvavita.
Parallelamente, i Carabinieri della Stazione di Roma Alessandrina e i militari della Compagnia di Roma Casilina hanno isolato la palestra per i rilievi scientifici e avviato una complessa attività investigativa. Gli inquirenti hanno proceduto all’acquisizione e all’esame minuzioso delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza interni ed esterni alla struttura sportiva.
Sono stati i filmati, incrociati con le testimonianze del personale e degli atleti, a consentire di delineare con precisione la dinamica del delitto e di identificare il fuggitivo, immortalato sia nelle fasi dell’attacco sia durante la repentina fuga in auto.
Il pericolo di fuga e l’arresto prima della resa
Lo stato di totale irreperibilità mantenuto dall’indagato nei giorni successivi al delitto ha fatto scattare un monitoraggio serrato. Il profilo del 53enne, caratterizzato da pregressi episodi che ne testimoniavano la spiccata capacità di sottrarsi ai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, ha evidenziato un concreto e imminente pericolo di fuga.
I Carabinieri hanno così intensificato le ricerche sul territorio, eseguendo perquisizioni personali e domiciliari mirate che hanno portato al rinvenimento e al sequestro di indumenti del tutto compatibili, per colore e tipologia, con quelli utilizzati durante l’agguato.
La pressione investigativa ha infine stretto il cerchio attorno all’uomo. Nel pomeriggio del 17 giugno 2026, l’indagato, ormai vistosi braccato, era intenzionato a presentarsi spontaneamente presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia insieme al suo avvocato difensore.
I Carabinieri, tuttavia, lo hanno localizzato e intercettato prima, conducendolo in caserma per sottoporlo al fermo di indiziato di delitto. Su disposizione della Procura della Repubblica di Roma, l’uomo è stato trasferito al carcere di Regina Coeli.
Il profilo dell’aggressore: dai traffici internazionali alla violenza in palestra
Il 53enne fermato con la grave accusa di tentato omicidio è David Cittadini. L’uomo ha alle spalle 1 solido curriculum criminale, caratterizzato da importanti precedenti legati al traffico internazionale di stupefacenti.
Nel 2021, il suo nome era già balzato alle cronache quando i carabinieri lo avevano arrestato al termine di 1 lunga latitanza in Spagna: Cittadini aveva deciso di rischiare il rientro a Roma solo per partecipare alla festa di compleanno della figlia, venendo però intercettato e catturato dai militari.
L’indagato, nella fase della indagini preliminari, è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.




















