La denervazione delle arterie renali è la nuova procedura introdotta dall’ospedale Grassi di Ostia per combattere l’ipertensione arteriosa, un intervento particolarmente prezioso per i pazienti che non rispondono più alle terapie convenzionali. Il team di Cardiologia ed emodinamica ha completato il primo intervento di questo gnere nel nosocomio lidense, segnando un traguardo tecnologico e confermando la volontà del reparto di innovare, offrendo soluzioni sempre più efficaci alle esigenze del territorio.
Il reparto di Cardiologia introduce la denervazione delle arterie renali, segnando un nuovo standard clinico sul litorale
La dottoressa Sabina Ficili, responsabile dell’Unità operativa complessa, e il dottor Fabio Ferranti, a capo della Utic, hanno guidato l’operazione. Novanta minuti di lavoro in sedazione profonda durante i quali l’equipe ha provveduto a inserire un catetere dall’arteria femorale fino alle diramazioni della renale. Qui, una volta raggiunto con precisione millimetrica il punto sul quale intervenire, è stata attivata l’erogazione di una energia a radiofrequenza. Una procedura che consente di rimuovere la causa profonda del disturbo, ovvero l’impulso nervoso che spinge l’arteria a restringersi nei casi di ipertensione.
Oltre la terapia medica classica
Il paziente ha lasciato la struttura dopo tre giorni, evidenziando concretamente i benefici apportati dalla procedura alla quale si è sottoposto. La terapia quotidiana è passata da quattro farmaci a uno solo. Inoltre, i valori della pressione si sono stabilizzati e normalizzati. L’impatto di questa tipologia di procedura è enorme, soprattutto se si pensa ai rischi legati all’ipertensione, ma non si tratta di un intervento di routine. Serve uno screening adeguato e un’attenta valutazione su ogni singolo profilo.
Con la procedura di denervazione delle arterie renali il Grassi inserisce una risorsa specialistica di alto livello, capace di cambiare le prospettive della gestione del paziente iperteso nel litorale romano. Non più solo controllo farmacologico costante, ma un intervento che incide sulla radice della patologia, con effetti duraturi nel tempo.


















