Corteo Remigrazione a Roma: cori “Duce, duce” e saluti romani. Fiamme a Porta Pia (VIDEO)

Massima allerta per i cortei, Remigrazione in testa: in via Cola di Rienzo i negozianti chiudono le serrande. Sotto il ministero di Salvini bruciata una ruspa di cartone

Un sabato pomeriggio ad altissima tensione per la Capitale, attraversata da quattro diverse manifestazioni contemporanee che hanno letteralmente spaccato la città in blocchi contrapposti. Gli occhi delle forze dell’ordine e della Questura si sono concentrati soprattutto sul blindatissimo corteo della Remigrazione a Roma, la mobilitazione promossa dall’estrema destra che ha portato in piazza migliaia di persone.

Massima allerta per i cortei, Remigrazione in testa: in via Cola di Rienzo i negozianti chiudono le serrande. Sotto il ministero di Salvini bruciata una ruspa di cartone

Il centro storico è stato trasformato in una zona rossa per evitare il contatto ravvicinato con la contromanifestazione antifascista ed antirazzista e con il corteo degli studenti, mentre in contemporanea sfilavano i militanti Pro Vita e si apriva l’assemblea nazionale di Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci. In campo duemila agenti, droni, e una stazione metro chiusa per motivi di sicurezza

Saluti romani e serrande abbassate a Prati durante il corteo

Il fronte più caldo sul piano dell’ordine pubblico si è sviluppato nel quartiere Prati lungo il percorso della manifestazione nazionale indetta dal Comitato “Remigrazione e Riconquista”. Il corteo sulla Remigrazione, che secondo gli organizzatori ha raccolto oltre 10.000 partecipanti provenienti da diverse città d’Italia (tra cui Bologna, Torino e Napoli), è stato segnato da espliciti richiami al ventennio fascista.

Durante il passaggio in via Cola di Rienzo, i manifestanti hanno scandito a più riprese il coro “Duce, duce”.

A metà tragitto la tensione è salita alle stelle quando alcuni partecipanti hanno invitato una donna affacciata alla finestra a fare il saluto fascista.

Al gesto della signora, dal corteo della Remigrazione si sono levate braccia tese, applausi e cori inneggianti a Benito Mussolini, modificando anche le parole di un brano diffuso dagli altoparlanti.

Corteo Remigrazione a Roma: cori "Duce, duce" e saluti romani. Fiamme a Porta Pia (VIDEO) 1

La parata nostalgica ha scatenato la reazione dei residenti, che hanno risposto con dure contestazioni dalle finestre, mentre diversi negozianti della via dello shopping hanno preferito abbassare temporaneamente le serrande per proteggere i locali.

Arrivati a Piazza Risorgimento, i leader di CasaPound e dei cartelli della destra radicale hanno rivendicato la giornata dal palco: “La Remigrazione deve diventare legge dello Stato, l’antifascismo è come la mafia”.

La mappa dei quattro cortei: da Prati a Porta Pia

Corteo Remigrazione a Roma: cori "Duce, duce" e saluti romani. Fiamme a Porta Pia (VIDEO) 2

La macchina della sicurezza ha dovuto gestire una geografia della protesta frammentata e speculare che ha paralizzato la viabilità cittadina a partire dal primo pomeriggio:

  • Il corteo della “Remigrazione”: Partito alle 15:00 da piazza della Libertà (Prati) e diretto a piazza Risorgimento per la “battaglia contro la sostituzione demografica”. Annunciata la presentazione di una proposta di legge forte di 150mila firme.
  • La contromanifestazione Pro-Pal e antagonisti: I movimenti studenteschi, i collettivi per la casa e il sindacato Usb si sono dati appuntamento a piazzale del Verano, da dove hanno marciato in direzione Porta Pia, proprio sotto la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
  • Il fronte antirazzista e antifascista: In risposta alla destra, una fitta rete di associazioni e sindacati (tra cui Cgil, Anpi, Arci, Roma Futura e Nonna Roma) ha sfilato da piazza dei Fori Imperiali fino a piazza Vittorio all’Esquilino.
  • La Manifestazione Nazionale per la Vita: L’evento organizzato da Pro Vita e Famiglia si è mosso invece da piazza della Repubblica per raggiungere porta San Giovanni.

La protesta contro Salvini: fumo nero sotto il Mit

Mentre a Prati sfilava la destra, l’altro picco di tensione si è registrato a Porta Pia, meta d’arrivo della contromanifestazione studentesca e antagonista partita dal Verano.

La protesta simbolica. Arrivati sotto la sede del Ministero dei Trasporti blindato dagli agenti in tenuta antisommossa, i manifestanti hanno inscenato una protesta contro il vicepremier Matteo Salvini, dando alle fiamme una ruspa e un carro armato di cartone portati come “regalo” provocatorio al titolare del dicastero.

Il rogo ha sollevato una densa colonna di fumo nero nel piazzale, accompagnata da fumogeni colorati e cori.

Nonostante la forte carica simbolica della protesta e gli insulti incrociati a distanza tra i vari quartieri, i cordoni di sicurezza della polizia hanno tenuto e non si sono registrati tentativi di contatto fisico tra le fazioni o scontri diretti.