Nuova ondata di microcriminalità nel quartiere Montagnola a Roma, dove l’ultimo raid dei ladri di pezzi di ricambio si è accanito su una vettura a cui è stato perfino strappata la portiera in piena notte. Il grave episodio ha riacceso con forza l’esasperazione dei residenti del quadrante, ormai rassegnati a fare i conti con furti sistematici e una preoccupante percezione di insicurezza.
Saccheggio chirurgico in strada e caccia alla banda del racket dei ricambi: l’ombra dei furti d’auto su commissione esaspera i residenti. Rilanciata l’ipotesi di ronde notturne
Il risveglio nel quartiere Montagnola ha portato alla luce l’ennesimo capitolo di una piaga che sembra non trovare fine. Nelle prime ore della mattina, i passanti si sono imbattuti in una scena sconcertante in via Badia di Cava.
Una Mercedes metallizzata, regolarmente parcheggiata negli spazi stradali, era stata interamente svaligiata e privata di parti fondamentali della carrozzeria e degli interni. Le immagini del veicolo completamente depredato hanno fatto immediatamente il giro delle piattaforme web, pubblicate per rintracciare il legittimo proprietario del mezzo.
La precisione chirurgica dell’azione non ha lasciato dubbi sull’operato di una banda organizzata di professionisti.
I commenti dei residenti sui furti seriali
L’episodio ha scatenato un’immediata e furiosa ondata di reazioni tra i cittadini all’interno del gruppo social della zona, che hanno evidenziato la natura sistematica del colpo, definendolo come un tipico furto su commissione eseguito per alimentare il mercato nero dei ricambi di lusso.
Il sentimento dominante è una profonda rabbia mista a frustrazione. Gli abitanti denunciano da tempo una situazione ormai fuori controllo, lamentando che l’area stia subendo danni continui alle auto durante la notte e rapine alla luce del giorno.
Al centro delle critiche è finita anche la presunta indifferenza generale, poiché lo smontaggio completo dei componenti è avvenuto proprio di fronte a palazzi abitati da centinaia di famiglie, senza che nessuno avvisasse le forze dell’ordine.
L’ipotesi delle ronde nei gruppi social
Il dibattito virtuale si è subito trasformato in una dura accusa contro la carenza di presidi di sicurezza stradale. Alcuni iscritti hanno segnalato con amarezza la massiccia presenza di vigili urbani durante il giorno per elevare sanzioni alle auto, a fronte di una totale assenza di pattugliamenti protettivi durante le ore notturne.
Proprio a causa di questo percepito senso di abbandono, nei forum online dei residenti si è riaffacciata prepotentemente l’ipotesi estrema di ricorrere alle ronde di quartiere. Nel commento amaro che vede questa come l’unica soluzione, si legge: “Serve una rete attiva di protezione tra gli stessi cittadini, capace di spezzare l’omertà e arginare l’azione dei delinquenti prima che sia troppo tardi nella zona” – considerata in forte discesa.

















