Truffa ad un anziano di Roma, 12 ore al telefono per svuotargli il conto: arrestati due complici

Un anziano di 82 anni è stato tenuto al telefono per oltre 12 ore da falsi carabinieri che volevano sottrargli denaro e gioielli

Una telefonata durata oltre 12 ore, una pressione psicologica continua e il tentativo di svuotare il conto corrente di un anziano. È la truffa scoperta dalla Polizia di Stato a Roma, nel quartiere Tor Tre Teste, a est della Capitale, dove due uomini sono stati arrestati dopo aver cercato di raggirare un pensionato di 82 anni.

Un anziano di 82 anni è stato tenuto al telefono per oltre 12 ore da falsi carabinieri che volevano sottrargli denaro e gioielli

I due, un 63enne catanese e un 34enne napoletano, sono gravemente indiziati dei reati di tentata estorsione aggravata, sostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale.

La telefonata del falso carabiniere

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato con la chiamata di un sedicente carabiniere. L’uomo avrebbe raccontato all’anziano che due persone erano state fermate per un tentativo di furto ai suoi danni e che, per verificare la provenienza del denaro presente sul suo conto, era necessario effettuare alcuni controlli urgenti.

Da quel momento la vittima sarebbe stata sottoposta a una forte pressione psicologica. Il truffatore è rimasto costantemente in linea, controllando ogni sua mossa e impedendogli di confrontarsi con familiari o conoscenti.

Seguendo le indicazioni ricevute, l’82enne è uscito di casa in piena notte per raggiungere uno sportello bancomat e prelevare il denaro richiesto.

L’uomo è riuscito a ritirare due volte 2mila euro, ma il limite giornaliero del conto gli ha impedito di ottenere l’intera somma richiesta. Nonostante questo, i malviventi hanno continuato a tenerlo al telefono fino al mattino successivo, quando è tornato in banca per effettuare un nuovo prelievo.

A evitare il peggio è stata l’attenzione del personale della banca. Un dipendente, insospettito dalla richiesta di un ulteriore prelievo di denaro, ha iniziato a fare alcune domande all’anziano insieme al direttore della filiale.

Il confronto ha fatto emergere le prime incongruenze, permettendo all’uomo di comprendere gradualmente di essere vittima di una truffa. A quel punto è stata immediatamente contattata la Polizia di Stato.

Con il supporto degli agenti del V Distretto Prenestino, è stata organizzata una trappola per cogliere i responsabili sul fatto.

Seguendo le istruzioni ricevute, l’anziano ha preparato una scatola contenente 8.000 euro in contanti, alcuni gioielli in oro e il proprio bancomat con il relativo codice PIN.

Quando uno dei presunti truffatori si è presentato davanti alla porta per ritirare il pacco, i poliziotti sono intervenuti arrestando l’uomo. Il secondo complice è stato invece individuato poco dopo all’interno di un’auto a noleggio parcheggiata nelle vicinanze.

Le verifiche effettuate sui telefoni cellulari sequestrati avrebbero inoltre confermato il suo coinvolgimento nella lunga telefonata con la vittima.

Per entrambi è scattato l’arresto, successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria, che ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma presso gli uffici di polizia giudiziaria dei rispettivi comuni di residenza.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.