Cocaina e finti operai tra le impalcature: fortino dello spaccio era mimetizzato in un cantiere edile (VIDEO)

Oltre cento dosi di cocaina erano nascoste tra i mattoni e i cartelli dei "lavori in corso" nel cantiere edile protetto da vedette 

Un’operazione della Polizia di Stato nella periferia est di Roma ha smascherato l’inquietante stratagemma criminale dei pusher in via dell’Archeologia. Qui in un insospettabile cantiere edile i trafficanti avevano trasformato nascosto oltre cento dosi di cocaina. Il fortino della droga occultato tra i lavori in corso, non aveva però fatto i conti con il fiuto dell’unità cinofila.

Oltre cento dosi di cocaina erano nascoste tra i mattoni e i cartelli dei “lavori in corso” nel cantiere edile protetto da vedette

L’operazione è stata condotta nel ultime ore dagli agenti del VI Distretto Casilino, e ha portato alla luce uno scenario di profondo degrado logistico su via dell’Archeologia, una delle aree più sensibili del quadrante orientale della Capitale.

È qui che i trafficanti avevano trovato un nuovo, insospettabile e inquietante espediente per mettere al sicuro i propri affari illeciti, colonizzando un’area teoricamente destinata alla riqualificazione urbana.

La criminalità locale aveva infatti individuato in un cantiere edile il luogo perfetto per stabilire una base protetta, che sfruttava il viavai dei lavori, i materiali da costruzione e le aree interdette al pubblico per mimetizzare i propri movimenti e nascondere la merce lontano dagli occhi delle forze dell’ordine.

Il blitz delle unità cinofile e la scoperta del magazzino

L’azione della Polizia di Stato si è sviluppata attraverso un accurato servizio di street screening, una modalità di controllo dinamico delle strade supportata in modo determinante dal fiuto infallibile delle unità cinofile.

Proprio i cani antidroga hanno guidato gli agenti verso i perimetri del cantiere in ristrutturazione e verso le aree verdi limitrofe, a ridosso dei ballatoi condominiali.

La perquisizione meticolosa delle strutture edili ha permesso di individuare tanti piccoli magazzini della droga ricavati tra le intercapedini, i calcinacci e la vegetazione circostante. All’interno di questi depositi improvvisati, i poliziotti hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro oltre cento involucri preconfezionati di cocaina, già suddivisa in dosi singole e destinata a rifornire immediatamente il mercato al dettaglio della zona.

La rete criminale e i provvedimenti dell’autorità

Il monitoraggio preventivo effettuato dagli investigatori ha permesso di ricostruire l’esatta linea d’azione della rete criminale che gestiva il magazzino nel cantiere. Il sodalizio agiva presidiando capillarmente la piazza di spaccio grazie a una precisa divisione dei ruoli, che vedeva alcuni soggetti operare come vedette per segnalare l’arrivo delle pattuglie, mentre altri agivano come pusher per la cessione diretta.

L’operazione si è conclusa con l’arresto in flagranza di tre giovani di origine extracomunitaria per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, provvedimenti tutti convalidati dall’Autorità Giudiziaria. Per gli indagati vige comunque il principio di presunzione di innocenza.