Sparisce la lapide di Gigi Proietti al Verano: scatta l’allarme sciacalli, ma è un gigantesco equivoco

La denuncia dell'Ama fa temere il peggio e fa il giro dei social. Poi la smentita della famiglia dell'attore

Un giallo durato meno di un’ora ha scosso il cimitero monumentale del Verano e fatto sobbalzare i social. Nel pomeriggio di ieri, la notizia del presunto furto e del danneggiamento della lapide di Gigi Proietti aveva fatto scattare l’allarme rosso a Roma, evocando lo spettro dell’ennesimo, intollerabile atto di sciacallaggio ai danni di uno dei simboli più amati della città.

La denuncia dell’Ama fa temere il peggio e fa il giro dei social. Poi la smentita della famiglia dell’attore

Ma prima che l’indignazione collettiva e la macchina delle polemiche potessero dilagare a dismisura, è arrivata la smentita dei familiari: nessun raid vandalico, nessun ladro di tombe. Soltanto un gigantesco e clamoroso equivoco.

Il falso allarme e la caccia ai vandali

A far partire il tam-tam della cronaca era stata una nota ufficiale e perentoria dell’Ama, la municipalizzata che gestisce i servizi cimiteriali capitolini:“Questo pomeriggio, alcuni ignoti hanno danneggiato e rubato la lapide della tomba di Gigi Proietti. Ama ha immediatamente denunciato l’accaduto alle autorità competenti e si è attivata con le forze dell’ordine, fornendo le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza”.

L’azienda aveva persino garantito “la massima collaborazione agli investigatori” per risalire ai responsabili, mentre gli inquirenti erano già pronti a setacciare i filmati delle telecamere di sicurezza a caccia dei profanatori.

Il chiarimento della famiglia

Mentre sul web già si gridava allo scandalo per l’oltraggio al “Mandrake” nazionale, è arrivata la precisazione dei congiunti dell’attore a spegnere l’incendio. La lapide non è mai stata rubata, né tantomeno vandalizzata: è stata semplicemente rimossa in modo del tutto legittimo dall’agenzia funebre incaricata.

Dietro la temporanea sparizione della lapide c’è in realtà un motivo intimo e familiare.

I lavori di incisione. La pietra è stata portata in laboratorio per aggiornare la sepoltura e incidere il nome di Sagitta Alter, la storica compagna di una vita di Proietti, scomparsa lo scorso 21 aprile e sepolta nello stesso luogo.

Il ritorno al Verano. I familiari hanno spiegato che si tratta di una normale procedura tecnica e che la lapide verrà ricollocata al suo posto non appena il marmista avrà completato il lavoro.

Nessun mistero, dunque. Solo un cortocircuito informativo tra i controlli interni del cimitero e le ditte private, risolto dal buonsenso della famiglia Proietti prima che il finto furto si trasformasse in un caso nazionale.