Una notte di terrore durante le prove per la Festa della Repubblica, un bollettino di guerra nel cuore di Roma con la fuga incontrollata di trentacinque cavalli imbizzarriti che ha seminato il panico, provocando anche il ferimento di quattro esponenti delle forze dell’ordine. A tutto questo, si aggiunge il dramma finale del tragico abbattimento di un purosangue.
Mentre un vigile urbano ammette la grave bravata, è stato abbattuto un cavallo per le ferite riportate durante la corsa tra le auto sulla Colombo
La svolta investigativa sull’accaduto ha rivelato un retroscena sconcertante e imbarazzante per le istituzioni cittadine. A provocare il panico non è stata una festa privata, bensì la clamorosa e abusiva iniziativa di un giovane vigile urbano, un istruttore della Polizia Locale assunto appena un anno fa.
L’agente si è fatto avanti confessando di aver azionato personalmente la batteria pirotecnica in via Baccelli, proprio sopra i recinti dove i cavalli attendevano di sfilare. Una sconsiderata bravata legata a una presunta “tradizione” di vigilia che andrebbe avanti da qualche anno, ma totalmente priva di autorizzazioni.
Il comandante della Polizia Locale, Mario De Sclavis, furioso, ha promesso massima inflessibilità e durissimi provvedimenti disciplinari per gli agenti coinvolti, parlando di un danno d’immagine inammissibile per l’intero corpo. I rapporti sul caso sono già stati trasmessi alla Procura della Repubblica.
La mandria impazzita tra le auto all’Eur
Il dramma si è consumato intorno alla mezzanotte tra il 29 e il 30 maggio 2026. Circa trentacinque purosangue d’alta scuola, appartenenti a reparti prestigiosi tra cui il Reggimento “Lancieri di Montebello”, si trovavano in posizione di attesa per le prove notturne della sfilata del 2 Giugno.
All’improvviso, una salva di fuochi d’artificio e petardi è esplosa a meno di 200 metri di distanza. Il boato ravvicinato ha spezzato istantaneamente l’ordine della sfilata, scatenando un effetto domino devastante. I cavalli, completamente bardati a festa hanno rotto le file e si sono riversati sulla corsia centrale di via Cristoforo Colombo.
Molti degli animali correvano senza cavaliere, lanciati in una folle corsa verso l’Eur tra gli automobilisti terrorizzati e costretti a frenate improvvise. Gli agenti della Polizia Locale sono stati costretti a interdire d’urgenza il traffico per scortare la mandria ed evitare una strage, mentre alcuni coraggiosi passanti sono riusciti a bloccare diversi esemplari solo all’altezza dell’obelisco dell’Eur.
Un finale drammatico con un cavallo abbattuto
Il bilancio complessivo della fuga è pesantissimo, sia per le strutture urbane – con ben quindici autovetture private danneggiate durante la corsa dei quadrupedi – sia soprattutto per gli animali.
Circa quindici purosangue hanno riportato lesioni nell’impatto con l’asfalto e con i veicoli in transito. Uno di essi è stato recuperato esausto al Divino Amore, a 12 chilometri dal punto di partenza.
Per un altro esemplare, purtroppo, non c’è stato nulla da fare come riferisce infodifesa.it: le ferite e le fratture riportate si sono rivelate troppo gravi e il personale veterinario competente ha dovuto procedere al suo abbattimento. Un epilogo doloroso che ha sollevato la dura condanna della presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, la quale ha definito l’animale come «una vittima dell’idiozia umana», contestando duramente l’uso dei botti e l’impiego dei cavalli nelle sfilate pubbliche
Il coraggio dei militari e le parole di una giovane poliziotta ferita
Oltre ai tre militari dell’Esercito rimasti feriti nel tentativo di frenare la mandria – tra cui una ragazza di ventidue anni che ha rimediato la frattura delle costole e la perforazione superficiale di un polmone – ad avere la peggio è stata un’agente della Polizia di Stato.
Si tratta di Emanuela Nardelli, 28enne originaria di Taranto, in servizio presso il 4° Reggimento a Cavallo. Nella concitazione del momento, la giovane è stata disarcionata dal proprio animale alle Terme di Caracalla, perdendo i sensi nell’impatto.
Ricoverata all’ospedale San Giovanni Addolorata con un trauma toracico, fratture costali e varie contusioni, la poliziotta fortunatamente non è in pericolo di vita. Nonostante il forte shock e la violenza della caduta, Emanuela ha dimostrato una determinazione straordinaria e un profondo spirito di appartenenza, pronunciando al Tg1 parole chiare e piene di dignità: “Ho avuto paura ma l’anno prossimo voglio esserci”.
Una promessa di riscatto che cancella l’amarezza di aver dovuto saltare l’imminente parata del 2 giugno, alla quale il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha risposto inviando i suoi più sentiti auguri di pronta guarigione a tutto il personale ferito.

















