Cavalli imbizzarriti, il comandante De Sclavis: “Un gesto sciocco, ma nessuna generalizzazione. Alla parata a testa alta”

Il capo della Polizia Locale di Roma sospende quattro agenti dopo il caos dei botti che ha fatto fuggire 32 cavalli. Visita in ospedale ai militari feriti

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La fuga dei cavalli non ferma i caschi bianchi. La Polizia Locale di Roma Capitale alla parata del 2 giugno ci sarà, sfilerà regolarmente ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica. Lo farà “a testa alta”, come rivendicato con fermezza dal comandante generale Mario De Sclavis in un punto stampa per fare chiarezza sul grave episodio avvenuto venerdì notte durante le prove generali della parata del 2 giugno.

Il capo della Polizia Locale di Roma sospende quattro agenti dopo il caos dei botti che ha fatto fuggire 32 cavalli. Visita in ospedale ai militari feriti

L’accensione di alcuni fuochi d’artificio da parte di quattro vigili di cui uno ‘reo-confesso’ ha scatenato il panico, provocando la fuga di 32 cavalli in forza a Polizia, Carabinieri e Lancieri di Montebello, con un bilancio di auto danneggiate e quattro militari feriti.

I primi provvedimenti: quattro agenti sospesi

In attesa che la Procura faccia luce sulle responsabilità individuali – l’informativa dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro è già sul tavolo dei magistrati – il Comando di via della Consolazione ha già adottato le prime misure cautelari. 

Quattro agenti sono stati esclusi dalle celebrazioni e temporaneamente sospesi dai servizi operativi sul territorio.

Prima di tutto li ho esclusi dalla parata”, ha spiegato De Sclavis. “Poi, in accordo con la comandante del Gpit (Gruppo pronto intervento traffico), Donatella Scafati, ho deciso che le persone coinvolte saranno rimosse dai servizi operativi. Una scelta presa anche a loro tutela, per evitare reazioni scomposte sotto stress o insulti da parte di qualche sconsiderato“.

Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, ma il Comandante è stato categorico: Le responsabilità saranno accertate con rigore e perseguite con la massima fermezza. Non farò sconti a nessuno”.

“I colpevoli pagheranno, ma il Corpo non c’entra”

Il focus della conferenza stampa – alla quale hanno preso parte anche la vicecomandante Scafati e Marco Alia, comandante del I Gruppo Prati e alla guida della banda musicale quella notte – si è spostato sulla difesa dell’immagine del Corpo. De Sclavis ha respinto con forza ogni tentativo di generalizzazione.

No alle colpe collettive

I colpevoli verranno puniti, ma tutti gli altri non hanno nulla di cui vergognarsi. Se in altri corpi ci sono stati arresti per spaccio o furto, i colpevoli sono criminali, ma i colleghi non c’entrano nulla. Lo stesso vale per noi“.

Un’usanza estranea

Sull’esplosione dei petardi, il capo dei vigili ha precisato: “Un gesto sciocco, che si ripete da anni ma non per mano degli appartenenti al nostro corpo, bensì di altri. Non era mai successo nulla, stavolta purtroppo ci sono state conseguenze e chi ha sbagliato ne risponderà“.

La visita in ospedale e i nodi dei risarcimenti

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In gornata De Sclavis si è recato  in ospedale per far visita all’agente di Polizia di Stato e alla militare dei Lancieri di Montebello rimaste ferite nella carambola: Sono in ripresa, fortunatamente non c’è nessun polmone perforato come temuto all’inizio. Ho portato loro le scuse e la vicinanza di tutta la Polizia Locale“.

Nel frattempo, al Comando generale iniziano a pervenire le prime richieste di risarcimento da parte dei cittadini le cui vetture sono state travolte e danneggiate dai cavalli in fuga. Una prima quantificazione dei danni è in corso, ma i tempi per un bilancio definitivo restano prematuri. La priorità, ora, resta la sfilata del 2 giugno. Da celebrare, nonostante la bufera, con l’orgoglio della divisa.