(Adnkronos) – “Trent’anni fa nasceva Doc Pharma: oggi siamo qui a festeggiare una storia di successo che ha portato non solo crescita all’azienda stessa, ma che ha reso sostenibile anche il sistema sanitario nazionale”. Così Riccardo Zagaria, Ceo Doc Pharma, a Roma all’evento istituzionale di celebrazione dei 30 anni dalla fondazione, ha ripercorso le tappe fondamentali dello sviluppo dell’azienda che, attualmente, è al secondo posto del ranking italiano. “Nel 1996, all’indomani dell’introduzione del farmaco generico in Italia – ha ricordato – 2 aziende leader, Zambon e Chiesi, in sinergia a un’azienda canadese, crearono la legal entity Doc Generici. Oggi il mercato di farmaci equivalenti in Italia è l’asse portante della sostenibilità del Ssn, soprattutto per quanto riguarda il retail e le patologie croniche”.Â
Come presidente di Egualia, l’Associazione italiana dei produttori di farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines, Zagaria sottolinea che il comparto “offre sostenibilità e libera risorse. Negli ultimi 12 anni – evidenzia – abbiamo generato risparmi, tra biosimilari ed equivalenti, pari a circa 7 miliardi di euro e intendiamo continuare anche per garantire al Ssn risorse necessarie all’introduzione di farmaci altamente innovativi. Per noi è cruciale la scadenza del brevetto. Le aziende di farmaci ‘branded’ svolgono il loro compito, sviluppano e creano innovazione, la portano sul mercato. Dopo circa 10 anni dalla commercializzazione, aziende come Doc Pharma riescono, alla scadenza del brevetto, a registrare un farmaco cosiddetto equivalente, che è in tutto e per tutto bioequivalente al farmaco originator, con un’unica differenza: il prezzo nettamente inferiore. Questo – precisa – avviene perché non dobbiamo ammortizzare i costi di sviluppo e quindi, nella negoziazione con Aifa”, Agenzia italiana del farmaco, “possiamo concedere percentuali di sconto superiori rispetto a quelle dell’originator. Contestualmente, entrando sul mercato, garantiamo accesso e sostenibilità , mantenendo salda quella che è la qualità ”. In particolare, “arrivando 10-15 anni dopo, con gli attuali velocissimi tempi di sviluppo delle tecnologie particolari, come ad esempio il trasdermico, le performance dei nostri farmaci sono spesso superiori rispetto a quelle dell’originator”. Â
Rispetto alla recente introduzione in portfolio di prodotti branded, il Ceo di Doc Pharma spiega che, sulla base dell’esperienza, “in questi 30 anni, nel far bene nell’equivalente, con l’oftalmologia prima e poi con l’acquisizione di due marchi importanti come Muscoril ed Ematonil, abbiamo puntato a diversificarci. Vogliamo continuare a farlo – rimarca – mantenendo quello che è un Dna fatto di qualità e di idee innovative da introdurre sul mercato. I marchi che noi prendiamo vengono rivitalizzati: li riposizioniamo, sviluppiamo quelle che sono le cosiddette ‘line extension’, entriamo – come nel caso di Muscoril – in nuove aree terapeutiche, qual è l’automedicazione, e creiamo valore, andando incontro a quelle che sono le concrete esigenze dei nostri pazienti”. Â
Oggi “quello che conta è la stabilità geopolitica, cruciale per il reperimento di risorse e, quindi, la sostenibilità del sistema – riflette Zagaria – Noi produciamo i nostri farmaci per il 98% in Europa, per il 75% in Italia, perché sono farmaci di qualità . Qui vogliamo stare, però chiediamo alla politica stabilità normativa e certezza delle regole, perché solo così siamo in grado di attrarre quelli che sono investimenti internazionali. In questi 30 anni anni, Doc Pharma non è solo stata in grado di dimostrare e portare risparmio per lo Stato e per il Ssn, ma anche creare valore e investimenti. Doc Pharma è al quarto giro di fondi di private equity e questa – conclude – è una caratteristica importante, perché un modello come quello della nostra azienda viene rappresentato a livello internazionale: è chiaramente attrattivo per investitori esteri nel nostro Paese”.Â
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