Il chirurgo è seduto davanti a una console a Roma, il paziente è sotto i ferri in un ospedale di Pechino. In mezzo, oltre ottomila chilometri di distanza azzerati dalla tecnologia più avanzata.
Il 4 giugno un chirurgo eseguirà dal Regina Elena un delicatissimo intervento su un paziente in Cina
Quella che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza diventerà realtà il prossimo 4 giugno, in occasione del Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI (Cilr), l’appuntamento internazionale dedicato alla chirurgia urologica mini-invasiva in programma all’Auditorium della Tecnica della Capitale dal 3 al 5 giugno.
L’evento clou della manifestazione sarà proprio questa dimostrazione di telechirurgia robotica intercontinentale tra Italia e Cina. Dalla terapia intensiva dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, il professor Qingbo Huang guiderà le braccia di un robot posizionato al Pla Hospital di Pechino.
Un intervento ad altissimo rischio
Non si tratterà di un’operazione di routine. Per testare i limiti della tecnologia, l’équipe medica affronterà una delle procedure più complesse e rischiose della chirurgia urologica robotica avanzata: la rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore.
Si tratta di un intervento ad altissima complessità tecnica che richiede precisione millimetrica per evitare emorragie fatali, coordinamento multidisciplinare in tempo reale tra le équipe collegate sui due continenti e tecnologie di ultimissima generazione capaci di trasmettere i comandi istantaneamente.
Il nodo della sicurezza
Per garantire l’incolumità del paziente, la connessione tra Europa e Asia sarà supportata da una rete digitale dedicata ad alta affidabilità. Questa infrastruttura è stata progettata per garantire una latenza minima (il ritardo nella trasmissione del segnale), permettendo al robot a Pechino di replicare i movimenti del chirurgo a Roma in tempo reale e senza imperfezioni.
I precedenti e il traguardo del 2026
Non è la prima volta che Roma e Pechino si collegano per un miracolo della medicina a distanza. Già nel 2024, durante lo stesso congresso, era stata eseguita con successo la prima prostatectomia radicale robotica transcontinentale.
L’edizione del 2026 punta però a superare quel record, alzando l’asticella della difficoltà medica e aprendo definitivamente la strada alla collaborazione chirurgica globale. In futuro, i migliori specialisti del mondo potrebbero operare chiunque, ovunque, senza bisogno di viaggiare.
Roma capitale mondiale della chirurgia urologica
Per tre giorni la Capitale sarà il baricentro della medicina del futuro. Il congresso, promosso dal chirurgo urologo Vito Pansadoro, riunirà a Roma oltre 1.000 specialisti provenienti da Europa, Stati Uniti e Asia.
Il programma prevede un vero e proprio tour de force scientifico. Circa 40 interventi chirurgici complessi eseguiti in tre giorni presso il Regina Elena. Sessioni multi-schermo di chirurgia live e tavole rotonde sull’intelligenza artificiale applicata alla medicina.
A guidare il summit sarà un comitato di veri e propri pionieri della robotica mondiale, tra cui Richard Gaston (Bordeaux), Inderbir Gill (Los Angeles), Giuseppe Simone (Roma), James Porter (Seattle) e Xu Zhang (Pechino). Un network globale che, grazie alla tecnologia, oggi è un po’ più vicino.


















