Condanna mite per il poliziotto della Questura di Roma che nell’agosto del 2023, in piena notte, sparò al proprietario di un appartamento scambiandolo per un ladro.
Il poliziotto sparò pensando di centrare un ladro in azione e pronto a reagire. Ma non c’era nessun furto in corso: l’uomo ferito era il padrone di casa
La segnalazione al 112, infatti, riferiva di un furto in corsa in un appartamento ad Anagnina. Quando il poliziotto e il collega riuscirono a entrare nella casa di soppiatto si ritrovarono davanti un ragazzo.
E’ in quel momento che si crea l’equivoco. Per i poliziotti era il ladro e invece si tratta del padrone di casa che a sua volta, probabilmente, per spavento deve aver fatto uno scatto. Ritrovarsi due intrusi in casa in piena notte vestiti da poliziotti, infatti, non è affatto usuale.
Fatto sta che un unico colpo partito da uno degli agenti ferisce gravemente il proprietario di casa scambiato per ladro.
Tommaso A. 36 anni, gestore di un bar in zona Tuscolana, finisce in ospedale in gravi condizioni. Il poliziotto, 27 anni, verrà subito indagato per lesioni gravi con la scriminante dell’eccesso colposo dell’uso legittimo delle armi.
L’equivoco e il colpo di pistola
Tutto comincia con una segnalazione al 112 nella notte del 9 agosto del 2023. I vicini di via Antonimina, allarmati da urla e rumori provenienti dall’appartamento di Ascenzi – dovuti a un banale sfogo telefonico dell’uomo con la fidanzata – chiamano la Polizia.
Quando gli agenti del commissariato Romanina riescono a entrare nell’abitazione, il trentaseienne è già a letto.
Svegliato dai rumori in salotto, si alza pensando al rientro della compagna. Si accende la luce, passano pochi istanti: l’agente vede l’uomo muoversi verso di loro, percepisce un pericolo e esplode un colpo. Un unico proiettile raggiunge il proprietario di casa all’anca, trapassandogli il fianco.
La prova nell’audio: “Scioccati dopo lo sparo”
A inchiodare la dinamica non sono state le immagini, ma l’audio. Il sistema di videosorveglianza dell’appartamento, pur avendo la telecamera guasta, ha registrato ogni secondo della tragedia, inviando i file in diretta sullo smartphone della fidanzata di Ascenzi.
In quegli audio è cristallizzato lo smarrimento dei poliziotti un istante dopo lo sparo, quando l’errore appare tragicamente chiaro. Mentre Ascenzi veniva trasportato d’urgenza al Policlinico Casilino, iniziava per lui una “via crucis” clinica: un delicato intervento chirurgico e mesi di riabilitazione per non perdere l’uso della gamba.
La sentenza
Il giudice del rito abbreviato ha riconosciuto la colpa dell’agente nel valutare la minaccia. Nonostante il contesto di concitazione, sparare è stato considerato un eccesso. Per la vittima, assistita dagli avvocati Stefano Maranella e Giuliano Mendoza, la sentenza mette un punto su una vicenda che ha trasformato un intervento della polizia in un incubo giudiziario e sanitario.




















