“Nella mia gioielleria 14 tra furti e rapine: politica buona solo a mettermi le mani in tasca”

    La titolare di un'attività a Sinalunga denuncia l'ennesimo colpo subito nella notte: "Siamo indifesi e spremuti dal fisco, c'è da aver paura". Ha subito 14 furti in 50 anni

    14 tra furti e rapine

    Oltre cinquanta anni di attività e circa 14 tra furti e rapine subiti. È il drammatico record denunciato via social dalla signora Martina, proprietaria di una gioielleria di Sinalunga, in provincia di Siena. Una sequenza di colpi talmente lunga che la stessa commerciante ammette di aver perso il conto nel corso degli anni.

    La titolare di un’attività a Sinalunga denuncia l’ennesimo colpo subito nella notte: “Siamo indifesi e spremuti dal fisco, c’è da aver paura”. Ha subito 14 tra furti e rapine in mezzo secolo di attività

    L’ultimo furto con “scasso” la signora Martina l’ha subito pochi giorni fa, in piena notte, quando i malviventi si sono aperti un varco sfondando una delle pareti del negozio. Una piccola breccia, sufficiente a consentire ai ladri di intrufolarsi nell’esercizio commerciale per razziare i gioielli esposti nelle vetrine.

    L’allarme manomesso e le telecamere

    Stando al racconto della gioielliera, i rapinatori sarebbero rimasti all’interno del negozio per diversi minuti, agendo indisturbati malgrado l’attività si trovi in pieno centro cittadino. Il sistema d’allarme costituito da due diversi impianti è scattato solamente nel momento in cui i ladri erano ormai lontani, probabilmente perché messo temporaneamente fuori uso con dei dissuasori, o comunque con qualche apparecchiatura pensata per lo scopo. Sul furto indagano i Carabinieri della stazione locale, e al vaglio ci sono le telecamere di sicurezza della gioielleria e non è escluso che possano essere acquisite anche le immagini catturate da altri impianti della zona.

    I precedenti

    “Per anni ho avuto un laboratorio orafo a Lusignano, in una zona poco frequentata – racconta la signora Martina – Lì entravano due o tre volte all’anno, nonostante gli allarmi e le misure di sicurezza. Ho scelto di prendere in affitto un locale in una zona molto più frequentata, a Sinalunga, ma evidentemente la situazione non è cambiata”

    L’appello alle istituzioni e alla politica

    A pesare non è solamente il danno economico: la titolare della gioielleria nel suo post di denuncia si rivolge direttamente alle autorità e alla politica per cercare una risposta concreta al suo legittimo senso di insicurezza e di frustrazione. Chi delinque – a detta della vittima del furto- troppo spesso torna libero di farlo in tempi rapidissimi. “I miei diritti dove sono? Il diritto di aprire la mattina e non trovare il vuoto? Il diritto di non vivere con la paura?”, chiede apertamente la commerciante, puntando il dito su un sistema che, a suo dire, prende dai contribuenti molto di più di quanto non sia disposto a dare in termini di garanzie di sicurezza. “Siete imbattibili – scrive – nel mettermi le mani in tasca con le tasse; mi spremete fino all’osso per finanziare una macchina pubblica che non funziona”.

    Oltre al danno, la paura

    Oltre alla frustrazione c’è il timore che qualcosa di ancora più drammatico possa accadere a chi ogni giorno lavora in negozio. “Non ci sentiamo protetti – racconta ancora la gioielliera – io sono in pensione ma mia figlia ha preso il mio posto. C’è da aver paura”. Malgrado tutto, però, la signora Martina non “molla” e ha deciso di far sentire la sua voce e la sua rabbia per l’ennesimo furto subito.

    Pochi giorni fa, a Roma, un colpo simile è fallito ma è caccia alla banda che ha preso di mira le gioiellerie della Capitale.