Con l’accusa di aver stipulato accordi sotto banco sulle commissioni dei buoni pasto, sono stati rinviati a giudizio dal Gup del Tribunale di Roma due e amministratori delegati poiché suscettibili di aver ricorso a condotte illecite per avvantaggiare Ednered Italia, azienda aggiudicataria del servizio, ai danni di Repas, un’altra società concorrente che aveva partecipato alla stessa gara d’appalto restando esclusa dall’aggiudicazione.
Accordi sotto banco sulle commissioni dei buoni pasto, due amministratori delegati dovranno risponderne davanti al tribunale
Secondo l’ipotesi accusatoria i due ex amministratori di Ednered Spa (altri due indagati con posizioni di vertice sono stati invece prosciolti dalla Procura) sarebbero incorsi nei reati di truffa aggravata e turbativa d’asta per aver fatto sottoscrivere agli esercizi commerciali convenzionati che fruivano dei buoni pasto “accordi paralleli rispetto a quelli previsti dalla gara”. E questo per “alterare il rapporto di equivalenza fra ribasso e entità della commissione dichiarata in sede di offerta violando i requisiti previsti dal bando”.
I capi d’accusa
I fatti risalgono al 2022 e 2023 e, nel 2024, avevano portato al sequestro cautelativo di una somma pari a 20 milioni di euro a carico di Endered Spa. I due imputati dovranno, pertanto, rispondere dei capi d’accusa perché, promettendo un vantaggio indebito ai committenti del servizio di emissione di buoni pasto, sarebbe stato violato il divieto di ‘retrocessione’, vale a dire di uno sconto sulla percentuale della commissione che gli esercizi commerciali destinatari degli stessi buoni pasto devono versare a chi glieli fornisce.
L’accusa di turbativa d’asta riguarda quattro lotti di aggiudicazione del servizio di buoni pasto vinto da Ednered Italia Srl: oltre al lotto 7 relativo al Lazio, figurano anche il lotto 8 Marche, Abruzzo, Molise e Umbria, il lotto 9 Campania e il lotto 12 Sicilia.
L’inchiesta era partita dalla denuncia presentata dalla società Repas che opera anch’essa nell’emissione di buoni pasto che si era rivolta alla procura della Repubblica per svolgere accertamenti sia sulla gara bandita per l’aggiudicazione del Lotto/ 7- Lazio, sia sulla verifica di tutte le gare per le “convenzioni buono pasto“, cui aveva partecipato la società in rappresentanza della quale sono stati rinviati a dibattimento i due ex amministratori delegati.
Repas si è poi costituita parte civile nel procedimento.


















