Non c’è pace per i fumatori italiani e stranieri. A poche settimane dal rincaro dello scorso 15 aprile, da domani 6 maggio scatta una nuova tranche di aumenti su sigarette e sigari. La manovra, figlia della Legge di Bilancio 2026, prevede una progressione fiscale che continuerà a colpire i listini fino al 2028, con l’obiettivo di incrementare il gettito erariale dello Stato.
Dopo il rincaro di aprile, arriva una nuova tranche di aumenti per sigari e sigarette: l’effetto della Legge di Bilancio 2026 prevede aumenti progressivi fino al 2028 anche per i liquidi senza nicotina
L’aumento dei prezzi che entrerà in vigore domani non è un evento isolato, ma fa parte di un piano strutturato inserito nella Legge di Bilancio 2026.
Il Governo ha infatti disposto una rimodulazione delle accise che prevede un incremento graduale del costo del tabacco per i prossimi anni. Questa strategia fiscale non si limiterà al 2026, ma è destinata a proseguire con rincari programmati fino al 2028.
L’obiettivo primario di questa manovra è garantire un gettito fiscale supplementare per le casse dello Stato, stimato in circa 1,47 miliardi di euro complessivi nel triennio. Nello specifico, si prevedono entrate per 213 milioni di euro nel 2026, che saliranno a oltre 465 milioni nel 2027, fino a sfiorare gli 800 milioni di euro nel 2028.
Le marche colpite e i nuovi prezzi dei pacchetti
Questa nuova ondata di aumenti, che segue quella di metà aprile, interessa circa il 12% dei marchi presenti sul mercato, ovvero 36 referenze su 299 totali.
Tra le sigarette tradizionali, i rincari più significativi riguardano il marchio Corset: le varianti Pink, Lilas, Marine e White subiranno un aumento che porterà il prezzo del pacchetto a 5,70 euro. Anche il marchio The King vede un ritocco verso l’alto, con prezzi che oscilleranno tra i 5,30 e i 5,40 euro a confezione.
In generale, gli aumenti variano dai 10 ai 50 centesimi a seconda del prodotto, con una media di 30 centesimi per i singoli pacchetti di sigarette più venduti. Restano al momento escluse da questa specifica tranche le stick per i dispositivi a tabacco riscaldato, sebbene l’accisa su questi prodotti sia già stata rideterminata.
La stangata sul settore dei sigari e del tabacco pregiato
Se le sigarette subiscono un aumento sensibile, è il comparto dei sigari a registrare i rincari più eclatanti in termini assoluti. Marchi storici e di prestigio come Davidoff vedono i propri listini cambiare drasticamente: il Davidoff Signature N° 2 da 25 pezzi arriva a costare ben 705 euro, mentre il Royal Release Salomones tocca la cifra record di 1.580 euro per confezione.
Anche i sigari Nostrano del Brenta subiscono variazioni, con prezzi che per alcune tipologie come “Il Doge” o “Il Sestiere” arrivano a 13,50 euro. Questi aumenti riflettono la nuova tassazione proporzionale e fissa che colpisce non solo il consumo di massa, ma anche i prodotti da collezione e di alta fascia, determinando una spesa aggiuntiva non indifferente per gli appassionati del settore.
Le reazioni dei consumatori e la prevenzione sanitaria
L’associazione Assoutenti ha espresso preoccupazione per la velocità con cui questi aumenti si stanno susseguendo. Secondo il presidente Gabriele Melluso, pur comprendendo la necessità dello Stato di incassare fondi — ricordando che il tabacco porta già 15 miliardi di euro all’anno nelle casse pubbliche — è fondamentale che queste maggiori entrate vengano investite correttamente.
L’auspicio dei consumatori è che il gettito derivante dalle accise venga utilizzato per potenziare le campagne contro i danni da fumo e per incrementare le misure di prevenzione. Resta inoltre alta l’attenzione sulle sigarette elettroniche: anche per i liquidi senza nicotina è previsto un aumento della tassazione che passerà dal 13% del 2026 al 17% del 2028.
Dettagli tecnici sulle accise e il mercato del trinciato
La manovra fiscale non interviene solo sul prezzo finale, ma ridetermina l’importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato.
Quest’ultima categoria, spesso scelta dai fumatori come alternativa più economica, non sarà risparmiata dai rincari progressivi. Già lo scorso 15 aprile marchi come Davidoff, Gauloises, West e John Player Special avevano subito incrementi fino a 30 centesimi.
La nuova struttura delle accise mira a uniformare il prelievo fiscale su tutte le tipologie di tabacco lavorato, rendendo sempre più oneroso il vizio del fumo indipendentemente dalla modalità di consumo scelta, sia essa tradizionale, elettronica o attraverso l’uso di tabacchi da inalazione senza combustione.


















