La sua Ducati Panigale è scivolata sull’asfalto per centocinquanta metri, una striscia di metallo e detriti che segna il confine tra la vita e la tragedia: dietro il veicolo, ormai inerte, il corpo di Tiziano Trifelli.
Chi era Tiziano Trifelli, il 40enne morto ieri sul Raccordo, la passione per i viaggi e quella frase sui social: “Prendete sempre la strada panoramica”
Aveva 40 anni e una vita piena di passioni, spezzata ieri mattina, poco dopo le 12.30, tra gli svincoli di via Anagnina e via Tuscolana. Nonostante il tempestivo intervento del 118, per il centauro non c’è stato nulla da fare.
Il profilo: il motociclista del “viaggio lento”

Tiziano non era solo un centauro; era un uomo che amava la libertà delle due ruote e la condivisione. Sui suoi canali social ricorreva spesso un mantra, quasi una filosofia di vita: “Prendete sempre la strada panoramica”. Un invito a non correre, a godersi il paesaggio, a scegliere la bellezza rispetto alla fretta.
Le foto lo ritraggono sorridente, spesso in sella alla sua Kawasaki o durante i numerosi viaggi con gli amici. Era un volto noto e amato, un appassionato vero che, per un beffardo destino, ha trovato la morte proprio su quell’anello d’asfalto, il Grande Raccordo Anulare, che ogni giorno macina migliaia di vite e troppe volte le spezza.
Una strage senza fine: i numeri del 2026

La morte di Trifelli non è un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di un mosaico tragico che sta martoriando la Capitale e la sua provincia. Dall’inizio del 2026, il bilancio è drammatico: oltre 50 vittime tra Roma, hinterland e Gra; 7 morti solo sulle corsie dell’A90 da gennaio a oggi. E 4 vittime nelle ultime 48 ore tra Roma, Viterbo e Frosinone.
Proprio ieri, mentre Trifelli perdeva la vita sul Raccordo, la cronaca registrava altri lutti: la quarantenne Gabriela Pantaleon è deceduta in un frontale a Capodimonte, il 68enne Luciano Riccardi è morto nei pressi di Orte e il motociclista Marco Crescenzi si è spento al San Camillo dopo uno scontro avvenuto domenica nel frusinate.
La dinamica e le indagini
L’incidente sul Gra ha coinvolto una Mercedes Amg Classe A, guidata da un ragazzo di 28 anni. L’impatto sarebbe avvenuto a velocità sostenuta: lo suggerisce la lunghezza dello scarrocciamento della moto e il fatto che la vittima abbia perso casco e guanti durante la caduta. Gli agenti della Polizia Stradale di Settebagni hanno sequestrato entrambi i veicoli e sottoposto il conducente dell’auto ai test di rito per alcol e droga.
La tragedia di Antony Josue nello stesso tratto
Il punto dell’impatto è quasi lo stesso in cui, poche ore prima, aveva perso la vita Antony Josue, la guardia giurata di 35 anni travolta mentre prestava soccorso ad automobilisti in difficoltà. Una tragica coincidenza: anche il padre di Josue, Angelo, era morto sul Raccordo dieci anni fa, ucciso da un pirata della strada.


















