Chi era Antony Josue, il vigilante investito e ucciso mentre soccorreva dei feriti sul Gra

Antony Josue, 35 anni, lascia la moglie e due figli piccoli. Anche il papà era morto investito nello stesso quadrante, il dramma nel 2016

Un ultimo gesto di altruismo prima di tornare a casa. Un atto istintivo, dettato dal senso del dovere e dalla sua profonda generosità, che è costato la vita ad Antony Josue, il vigilante di 35 anni travolto e ucciso all’alba di ieri, domenica 3 maggio, sul Grande Raccordo Anulare. Un dramma che si ripete nella stessa famiglia, il papà di Antony, Angelo nel 2016 era stato investito e ucciso in quel quadrante mentre andava al lavoro in scooter. Aveva 51 anni.

Antony Josue, 35 anni, lascia la moglie e due figli piccoli. Anche il papà era morto investito nello stesso quadrante, il dramma nel 2016

Erano le 5:15 del mattino. Antony, dipendente modello di un’azienda di sicurezza privata romana, stava per concludere il suo turno iniziato alle 22 della sera precedente.

Tra meno di un’ora avrebbe riabbracciato la moglie Shamira e i loro due figli, di 7 e 5 anni. Ma all’altezza dello svincolo per via Tuscolana, la sua notte si è fermata per sempre.

“Inizio il soccorso”: l’ultima comunicazione alla centrale

Antony stava pattugliando le strade a bordo della Panda aziendale quando ha visto una vettura ribaltata al centro della carreggiata. Non ha esitato. Ha accostato, ha attivato i protocolli di sicurezza e ha impugnato la radio per avvisare i colleghi: C’è un incidente, mi fermo a prestare soccorso”.

È stata l’ultima volta che la sua voce è stata sentita in centrale. Pochi istanti dopo essere sceso dall’auto, mentre insieme a un altro automobilista cercava di aiutare le persone intrappolate nelle lamiere, una Mercedes è sopraggiunta a velocità sostenuta. L’impatto non gli ha lasciato scampo: Antony è morto sul colpo, travolto davanti a quell’auto che stava cercando di proteggere.

Chi era Antony: il lavoro, la famiglia e quel motto di speranza

Chi era Antony Josue, il vigilante investito e ucciso mentre soccorreva dei feriti sul Gra 1
Antony Josuè

Romano, 35 anni, Antony Josue era descritto da tutti come un uomo “tutto casa e lavoro”. Si era sposato nel 2018 e la sua vita ruotava attorno alla famiglia e a quei due bambini che chiamava affettuosamente “i nostri cuccioli”.

Da circa un anno lavorava come guardia giurata particolare. Chi lavorava con lui lo ricorda come una persona gentile, capace e sempre puntuale. Un uomo solido, che affrontava le difficoltà con un ottimismo raro, racchiuso nel suo motto preferito, una citazione di Oscar Wilde che ripeteva spesso:

“Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle”.

Il cordoglio e le indagini

La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente il mondo della vigilanza privata. Il Sindacato Autonomo Vigilanza (Sav) ha espresso il proprio cordoglio: “Siamo in lutto per una guardia giurata caduta mentre svolgeva il proprio servizio. Il suo impegno e il suo sacrificio resteranno nella nostra memoria”.

Chi era Antony Josue, il vigilante investito e ucciso mentre soccorreva dei feriti sul Gra 2

Mentre la Polizia Stradale termina i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro e accertare le responsabilità del conducente della Mercedes, resta il dolore per una vita spezzata in un atto di estremo coraggio.

L’azienda per cui lavorava ha già fatto sapere di essere a completa disposizione della vedova: “Siamo distrutti. Antony non era solo un dipendente, era un esempio per tutti noi“.

A poche ore di distanza, un altro dramma sul Gra

Nella tarda mattinata di oggi, intanto, sempre sul Gra è stato registrato un altro incidente mortale