108 foto e altrettanti volti: cos’é l’installazione che sta attirando l’attenzione all’aeroporto di Fiumicino

I passeggeri dell'aeroporto di Fiumicino "Leonardo da Vinci" attratti da un'enorme installazione composta da 108 ritratti: di cosa si tratta e perché sta attirando l’attenzione dei viaggiatori 

Foto Canaledieci.it

Chi attraversa il Terminal 1 dell’aeroporto di Roma Fiumicino, in questi giorni d’aprile si trova davanti a una grande installazione composta da 108 fotografie in bianco e nero applicate su una vasta superficie vetrata. L’impatto è immediato perché i volti sono reali, frontali e a grande scala, e accompagnano il flusso dei viaggiatori in partenza.

I passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino “Leonardo da Vinci” attratti da un’enorme installazione composta da 108 ritratti: di cosa si tratta e perché sta attirando l’attenzione dei viaggiatori

Va sottolineato che questa installazione non è una pubblicità e non è temporanea nel senso classico. Si tratta infatti di un’opera a carattere espositivo permanente o a lunga durata, inserita nel percorso artistico dell’aeroporto, che ospita già altre opere contemporanee. L’obiettivo è mantenere nel tempo un messaggio culturale stabile dentro lo scalo.

L’installazione si chiama “Daring peace together, for a future without hate” (in italiano “Osare la pace insieme, per un futuro senza odio”) ed è collocata proprio nella zona partenze del Terminal 1. È stata realizzata per trasformare un luogo di transito in uno spazio di riflessione, dove l’arte si incontra con il viaggio quotidiano.

L’intitolazione dell’installazione sintetizza il messaggio centrale del progetto e ne definisce chiaramente la vocazione internazionale legata alla pace e al superamento dell’odio.

Chi è JR e perché ha creato l’installazione

L’autore è JR, artista francese contemporaneo conosciuto a livello internazionale per le sue installazioni fotografiche monumentali. Il suo stile si basa su ritratti reali di persone comuni trasformati in opere pubbliche di grande impatto visivo.

JR è anche il fondatore del progetto globale Inside Out Project, nato nel 2011, che permette a comunità di tutto il mondo di raccontare la propria identità attraverso fotografie giganti affisse negli spazi urbani. L’idea centrale è dare visibilità alle persone comuni e trasformare i luoghi pubblici in spazi di dialogo.

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Perché sono proprio 108 volti e chi sono le persone ritratte

I 108 volti non sono scelti a caso. Il numero rappresenta un insieme simbolico di diversità e unità, pensato per creare un effetto visivo collettivo più che individuale.

I ritratti appartengono a persone di origini, culture, religioni ed etnie diverse, selezionate attraverso un progetto partecipativo legato alla Comunità di Sant’Egidio e a un incontro internazionale per la pace.

Gli scatti sono stati realizzati da giovani fotografi di Studio Kene, che hanno raccolto le immagini durante eventi dedicati al dialogo tra popoli. Ogni volto è reale e contribuisce a costruire un’unica narrazione visiva sulla convivenza.

L’opera si trova all’ingresso del Terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino, uno dei punti più frequentati dello scalo. È stata realizzata in collaborazione tra Aeroporti di Roma, Unhate Foundation, Comunità di Sant’Egidio e altri partner culturali.

L’idea è rendere l’aeroporto non solo un’infrastruttura di trasporto ma anche un luogo di cultura. Per questo l’installazione è stata inserita in un percorso artistico più ampio che già include altre opere contemporanee presenti nello scalo.

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Il risultato è una installazione che non ha solo funzione estetica ma anche sociale: I 108 volti diventano un messaggio visivo che accompagna i viaggiatori e li invita a riflettere sul tema della pace e della diversità umana.

Un elemento importante riguarda anche la posizione strategica all’interno dell’aeroporto, collocata in un punto di grande passaggio tra le principali aree di arrivo e partenza.

Questa scelta non é affatto casuale, perché permette all’opera di intercettare costantemente il flusso dei viaggiatori e di trasformare un momento di transito in un’occasione di riflessione visiva immediata.

I 108 ritratti fotografici che compongono l’installazione sono stati realizzati durante l’Incontro Internazionale per la Pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, un contesto reale di dialogo tra culture e religioni diverse, e non in uno studio fotografico tradizionale. Questo dettaglio rafforza il valore autentico delle immagini e il loro legame diretto con temi sociali concreti.

Fondamentale anche il ruolo di Studio Kene, laboratorio fotografico guidato da Mohamed Keita, che ha coinvolto giovani autori nella realizzazione degli scatti. L’installazione diventa così anche un progetto formativo, oltre che artistico e sociale, capace di unire creatività e partecipazione attiva.

Infine, l’opera si inserisce in un percorso più ampio che vede l’aeroporto di Fiumicino sempre più orientato verso la cultura contemporanea, insieme ad altre installazioni già presenti come quelle di Jago, Mario Ceroli, Helidon Xhixha e il progetto “Uomini e Dei” legato al Parco Archeologico di Ostia Antica, confermando la trasformazione dello scalo in uno spazio espositivo permanente oltre la sua funzione di hub internazionale.