Indossava un paio di calzini stupefacenti ed è stato arrestato dalla polizia a Fiumicino che lo ha trasferito in commissariato per essere identificato e poi messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Arrestato dalla polizia a Fiumicino ora è in attesa di processo
Lo spacciatore era stato intercettato in strada nella cittadina aeroportuale e trovato in possesso di 28 dosi di cocaina e crack, già confezionate e pronte per la cessione sul mercato oltre a denaro contante ritenuto provento della sua attività illecita.
E’ pesante il bilancio dei controlli messi a segno dagli agenti della polizia di Stato in un weekend caratterizzato da interventi che hanno permesso di scoprire “parcheggiate” accanto ad una panchina sul litorale, ma anche scambi flash in modalità delivery consumati tra le strade della capitale, e appartamenti trasformati in veri e propri laboratori domestici.
Gli interventi effettuati tra il litorale e la metropoli hanno permesso di effettuare con 9 arresti messo a segno dalla città al litorale con propaggini estese fino alla zona dei Castelli.
Il volto del narcotraffico romano si sta trasformando in un sistema fluido e “ibrido”, dove la dimensione dinamica cessioni lampo su strada di droga convenzionata trova la sua linfa vitale in una rete invisibile di “home labs”.
Veri e propri laboratori domestici dove la sostanza grezza viene lavorata, tagliata e rimessa in circolo con ritmi industriali. È questo il quadro allarmante che emerge dalle ultime operazioni condotte dagli agenti della Polizia di Stato, che nelle ultime ore hanno smantellato diverse basi operative tra il centro e la provincia.
Il laboratorio a conduzione familiare a Genzano
Uno degli interventi più significativi è stato messo a segno a Genzano. Qui, i poliziotti hanno scoperto un centro di stoccaggio e lavorazione gestito da due fratelli. All’interno dell’abitazione, quella che sembrava una normale routine domestica nascondeva oltre 200 grammi di hashish e cocaina.

Il materiale per il confezionamento e gli strumenti per il taglio della sostanza non lasciavano spazio a dubbi: la droga era pronta per essere frazionata e immessa sul mercato. A confermare la solidità dell’affare, il rinvenimento di 2.500 euro in contanti e, soprattutto, di “libri mastri”: appunti cartacei in cui veniva annotata una contabilità informale ma rigorosa, segno di un’attività strutturata inserita in circuiti criminali più ampi.
La direttrice Appio-Casilino e l’hinterland
Spostandosi verso il quadrante sud-est della Capitale, tra l’Appio e il Casilino, qui la polizia ha neutralizzato un’altra rete di spaccio. Emblematico il caso di un pusher fermato con 45 grammi di droga occultati nelle parti intime: un classico dello spaccio di strada che però, ancora una volta, aveva le sue radici in un appartamento-base dotato di bilancini di precisione e kit di confezionamento.

La filiera della droga preparata in casa non risparmia la provincia. A Tivoli, una donna è finita in manette dopo che gli agenti hanno stanato nella sua abitazione 216 grammi di cocaina già sottovuoto. Anche qui, la casa era stata trasformata in una piccola fabbrica dotata di macchinari professionali. Scenario identico a Colleferro e Torre Angela, dove tre giovani nascondevano complessivamente quasi 300 grammi tra hashish, crack e cocaina, pronti per la ripartizione.
Sostanze sintetiche e farmaci: l’allarme ketamina
L’ultima tessera del mosaico è stata posata quasi per caso nel quadrante Sud-Est, dove un intervento delle Volanti per una lite in strada è degenerato in una perquisizione domiciliare. All’interno della casa di un giovane, gli agenti hanno scoperto un market della droga sintetica: oltre 100 grammi tra hashish e ketamina, ma anche derivati dell’LSD e farmaci non autorizzati. Il sequestro di 4.000 euro in contanti suggerisce un volume d’affari vertiginoso per una base operativa apparentemente insospettabile.
Le operazioni confermano una tendenza chiara: la criminalità sta “internalizzando” le fasi di produzione e confezionamento, trasformando i condomini di Roma e provincia in snodi cruciali di una logistica del crimine sempre più difficile da intercettare, ma costantemente sotto l’occhio degli investigatori.




















