Non è solo una ricorrenza sul calendario, ma una ferita aperta nel cuore della Capitale. Domani, 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, Roma si fermerà per ricordare chi è uscito da casa per andare in cantiere e non vi ha più fatto ritorno.
Domani la commemorazione alla Torre dei Conti in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro. Cgil e Fillea denunciano: nel Lazio già 11 vittime nei primi due mesi del 2026
Il presidio, organizzato da Cgil e Fillea Roma e Lazio, si terrà alle ore 8:00 presso la Torre dei Conti.
È qui che verrà deposta una corona in memoria di Octav Stroici, l’operaio edile romeno di 66 anni che ha perso la vita nel tragico crollo parziale della struttura. Accanto ai sindacati ci saranno i familiari di Octav e i colleghi che quel giorno sono sopravvissuti, tra cui Gaetano La Manna, testimone di un dramma che ha segnato profondamente il comparto edile romano.
I numeri della “strage silenziosa”
Dietro la cerimonia di domani si nasconde una realtà fatta di statistiche allarmanti che descrivono quella che i sindacati definiscono ormai una “strage che non si ferma”.
I dati relativi al primo bimestre del 2026 nel Lazio sono impietosi: +12,4%: l’aumento delle denunce di infortunio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L‘incremento delle denunce per malattie professionali è del più 17 per cento.
Il dato più terribile riguarda le morti sul lavoro: 11 le persone che hanno perso la vita mentre lavoravano tra Roma e il resto del Lazio solo tra gennaio e febbraio. solo i primi di marzo se ne è aggiunto un altro: Dorel Ciabanu, 51 anni, travolto in una cava di tufo a Riano a fine turno di lavoro.

L’appello alle istituzioni
“La giornata di domani non sarà soltanto un momento di memoria, ma un richiamo forte”, si legge nella nota congiunta di Cgil e Fillea. Le organizzazioni sindacali chiedono un cambio di passo immediato, sollecitando istituzioni e imprese a una piena assunzione di responsabilità.
Le richieste sul tavolo sono chiare: un potenziamento drastico dei controlli, investimenti reali nella formazione e una cultura della prevenzione che non sia solo un adempimento burocratico. L’obiettivo è interrompere una scia di sangue che continua a colpire la fascia più vulnerabile della popolazione: chi, per vivere, deve lavorare.
All’iniziativa sono stati invitati anche i rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali, chiamati a rispondere di un’emergenza che, nel 2026, in crescita.




















