A Ostia il Comune di Roma si autodichiara abusivo sulla spiaggia. Ma ordina al concessionario di demolire

Singolare iniziativa da parte degli uffici capitolini: 24 anni fa aveva disposto di far costruire bagni per disabili, spogliatoio e infermeria sulla spiaggia libera. Oggi quei manufatti sono abusivi e vanno demoliti

In rosso i manufatti autorizzati e finanziati dal Comune di Roma che oggi, dopo 24 anni, dichiara abusivi

La furia iconoclasta sulle spiagge di Ostia non trova pause e raggiunge livelli incontrollabili. Così succede che il Comune di Roma dopo 24 anni ordina di demolire un’opera autorizzata e finanziata dall’amministrazione stessa sulla spiaggia libera. E a rimuovere quei manufatti dovrà pensarci il concessionario.

Singolare iniziativa da parte degli uffici capitolini: 24 anni fa aveva disposto di far costruire bagni per disabili, spogliatoio e infermeria sulla spiaggia libera. Oggi quei manufatti sono abusivi e vanno demoliti

Dopo il Bahia, dove si sono dovuti rimuovere chiosco e magazzino, e il Curvone, che dovrà ridimensionare la torretta di salvataggio e i servizi igienici, oggi tocca a un’altra spiaggia libera attrezzata di Ostia: l’Hakuna Matata. Il chiosco di largo dei Canotti da oggi è chiuso per effettuare gli interventi richiesti dall’amministrazione capitolina per presunti abusi edilizi.

Da questa mattina gli operai sono al lavoro all’Hakuna Matata per rimuovere la pavimentazione in maioliche circostante il chiosco (non è di facile rimozione, quindi devono restare le assi di legno che costituiscono il camminamento) e togliere le pedane posizionate sul piano spiaggia per favorire la mobilità dei disabili tra i tavolini.

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Operai al lavoro e chiosco chiuso all’Hakuna Matata – canaledieci

Insieme con queste opere il Dipartimento Demanio ha giudicato abusivi i manufatti alla sinistra (guardando la spiaggia) del chiosco che ospitano l’infermeria, lo spogliatoio e il bagno per i disabili. Il fatto singolare è che quei manufatti sono stati finanziati e autorizzati nel 2002 dal Campidoglio stesso per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per le dotazioni di sicurezza per i bagnanti diversamente abili.

E’ la stessa condizione che si è verificata per l’ex Spiaggetta di piazza Sirio dove i servizi igienici e gli spogliatori, anch’essi finanziati dal Campidoglio per facilitare i disabili, sono stati risparmiati dalle demolizioni dei chioschi durante l’era Raggi.

Altra singolarità legata alla vicenda riguarda il fatto che il Campidoglio chiede agli attuali concessionari di abbattere quei manufatti e il quesito giuridico che si impone è il seguente: può un privato demolire strutture di proprietà del demanio pubblico?