Stefano De Martino, video intimo rubato e messo online: indagato un tecnico

Revenge porn e hackeraggio: il tecnico aveva le password dell’appartamento di Caroline Tronelli, allora fidanzata con Stefano De Martino. Nel mirino della Procura pure chi ha diffuso il filmato 

L’hacker del caso Stefano De Martino non era un estraneo, ma il tecnico incaricato di proteggere le mura domestiche. Primo passo della Procura di Roma sulla lunga mano che lo scorso agosto ha rubato e diffuso online un video intimo che ritrae lo showman, 36 anni, e la giovane Caroline Tronelli, 22, durante un incontro nell’appartamento di lei. Il tecnico è stato appena iscritto nel registro degli indagati.

Revenge porn e hackeraggio: il tecnico aveva le password dell’appartamento di Caroline Tronelli, allora fidanzata con Stefano De Martino. Nel mirino della Procura pure chi ha diffuso il filmato 

I reati contestati sono pesanti: revenge porn e accesso abusivo a sistema informatico.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo — dipendente di una delle ditte incaricate della manutenzione del sistema di videosorveglianza — avrebbe sfruttato le password in suo possesso per trasformare le telecamere di sicurezza in strumenti di spionaggio.

L’agguato digitale del 9 agosto

Il piano sarebbe scattato non appena la relazione tra De Martino e la figlia della famiglia Tronelli è diventata di dominio pubblico, nel luglio 2025. Il tecnico avrebbe atteso il momento propizio fino alla sera del 9 agosto, quando si è collegato da remoto alla rete interna dell’abitazione.

Senza bisogno di forzare ingressi, l’indagato avrebbe registrato il rapporto tra i due per poi caricarlo immediatamente sul sito “Pornhub” con il titolo “De Martino”. In pochi minuti il filmato è diventato virale, raccogliendo migliaia di visualizzazioni prima dell’intervento delle autorità.

Telecamere e paradosso: dai furti allo scandalo

L’aspetto più inquietante della vicenda risiede nel paradosso del sistema di sicurezza: le telecamere erano state installate proprio dai Tronelli per difendersi dai furti del personale domestico. Invece, la “chiave” digitale rimasta nelle mani del tecnico è servita a violare la privacy più profonda della coppia.

L’inchiesta, partita dalla denuncia dell’avvocato Lorenzo Contrada, legale dei Tronelli, punta ora a chiarire il movente: resta da capire se l’uomo cercasse un guadagno economico o se abbia agito per una forma di ossessione. La sua versione dei fatti, fornita durante l’interrogatorio, è stata giudicata “non convincente” dagli investigatori.

Pugno duro contro i “meme” e le chat Telegram

Il fascicolo della Procura si allarga però oltre la figura del tecnico. I magistrati hanno già individuato i titolari di diversi profili social e canali Telegram che hanno contribuito alla diffusione virale delle immagini. Chi ha rilanciato il video nei gruppi privati rischia l’incriminazione per revenge porn.Anche chi ha estrapolato meme e frame per creare contenuti satirici o offensivi è nel mirino degli inquirenti.

Le prossime ore saranno decisive per le iscrizioni nel registro degli indagati: la linea della Procura è la tolleranza zero contro la catena della diffusione illecita.