Trappola ai Castelli Romani: vittima attirata in un’abitazione per un drink e rapinata con inaudita violenza

La vittima della trappola ai Castelli è stata soccorsa con tre costole fratturate e una contusione polmonare: l'aggressione feroce per un paio di orecchini d'oro

Una serata iniziata con il pretesto di una conoscenza amichevole si è trasformata in un incubo di violenza e sangue nel cuore dei Castelli Romani, dove i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno arrestato un uomo gravemente indiziato di aver teso una trappola brutale a una donna, ridotta in fin di vita per pochi grammi d’oro.

La vittima della trappola ai Castelli è stata soccorsa in fin di vita con tre costole fratturate e una contusione polmonare: l’aggressione feroce per un paio di orecchini d’oro

Le origini della vicenda, risalgono alla serata del 6 dicembre 2025. Tutto ha inizio con un incontro fortuito: la vittima, una donna di 41 anni di origine keniota residente nell’area dei Castelli, conosce un uomo. Ma quello che sembrava un approccio cordiale si rivela in realtà un piano orchestrato con freddezza.

Il soggetto, oggi in custodia cautelare, riesce a conquistare la fiducia della donna in pochi minuti, invitandola a spostarsi in un’abitazione privata ad Albano Laziale, con la promessa di trascorrere del tempo in compagnia. Si tratta dell’inizio di un tragitto senza ritorno verso un’aggressione premeditata.

La trappola e l’aggressione brutale

Una volta all’interno delle mura domestiche, lo scenario cambia repentinamente. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti coordinati dalla Procura di Velletri, l’indagato non era solo: ad attenderlo c’erano due complici, al momento rimasti non identificati.

Il primo passo del gruppo è stato quello di indurre la donna ad assumere bevande alcoliche, probabilmente con l’obiettivo di abbassare le sue difese e renderla meno reattiva. Tuttavia, l’intento dei malviventi non era solo il furto, ma la sottomissione violenta.

Senza alcuna pietà, il branco si è scagliato contro la vittima, infierendo con colpi violentissimi mirati al torace. L’obiettivo finale di tanta ferocia è stato la sottrazione di un paio di orecchini in oro che la vittima indossava.

Il drammatico bilancio clinico

Le conseguenze fisiche per la donna sono state devastanti e testimoniano una forza d’urto incompatibile con una semplice colluttazione. Dopo essere stata soccorsa, i referti medici hanno evidenziato un quadro clinico allarmante: la vittima ha riportato la frattura di ben tre costole e una pericolosa contusione polmonare.

Lesioni interne gravi che sottolineano la spietatezza degli aggressori, disposti a rischiare di uccidere la donna pur di strapparle i gioielli.

La vittima è rimasta segnata non solo nel corpo, ma anche nello spirito da un’esperienza che ha trasformato un momento di socialità in un assalto feroce e degradante.

Le indagini e l’arresto a Pomezia

I Carabinieri della Stazione di Castel Gandolfo hanno dato il via a un’attività investigativa serrata, utilizzando sia metodi tradizionali sia tecnologie d’avanguardia.

Attraverso l’escussione dei testimoni e precisi riconoscimenti fotografici effettuati dalla vittima, i militari hanno iniziato a stringere il cerchio attorno al trentaseienne.

Fondamentali sono stati gli accertamenti di natura tecnica: l’analisi dei contenuti sui social network e i controlli incrociati sulle anagrafiche delle utenze telefoniche hanno fornito il “solido quadro indiziario” necessario per l’ordinanza di custodia cautelare. L’uomo è stato infine localizzato e bloccato nel comune di Pomezia.

Indagini in corso per rintracciare due complici in fuga

Attualmente, il destinatario del provvedimento si trova rinchiuso presso la Casa Circondariale di Velletri in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Le indagini però non possono dirsi concluse: resta aperta la caccia ai due complici che hanno partecipato al pestaggio e alla rapina.

Mentre il procedimento prosegue nelle fasi delle indagini preliminari, vige il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Resta però la gravità di un fatto di cronaca che ha scosso la tranquillità di Albano Laziale, riproponendo il tema della sicurezza e della vulnerabilità delle persone attirate in contesti privati da conoscenti occasionali.