Lancia acido contro i cani: indignazione a Ostia

Allarme tra i proprietari di cani: nella guerra alle deiezioni in strada, il caso della "punitrice" che lancia acido mettendo a rischio animali e passanti

Una mattinata di ordinaria inciviltĂ  si è trasformata in un potenziale dramma chimico a Ostia, dove una residente ha deciso di lanciare sul marciapiede, dell’acido contro i cani, per proteggere il proprio ingresso dalle deiezioni. Un gesto estremo e atroce, che oltre a sollevare un’ondata di sdegno, configura reati gravissimi contro la pubblica incolumitĂ .

Allarme tra i proprietari di cani: nella guerra alle deiezioni in strada, il caso della “punitrice” che lancia acido mettendo a rischio animali e passanti

La vicenda ha avuto inizio questa mattina in via dell’Idrovolante, una traversa del quadrante nord di Ostia. Qui, mentre era a passeggio, una donna ha sorpreso una signora intenta a versare il liquido corrosivo direttamente sul suolo pubblico, proprio davanti alla soglia della propria abitazione.

Alla richiesta di spiegazioni, la “punitrice dei cani” non ha mostrato alcun segno di ravvedimento, giustificando l’azione come un metodo preventivo per evitare che gli animali domestici dei vicini urinassero o defecassero sul marciapiede di sua pertinenza.

“Ho cercato di spiegarle che è illegale, ma non ha voluto saperne”, ha raccontato la testimone dei fatti, che ha subito dato l’allarme. Da lì ad un attimo poi, la discussione è degenerata, con la donna che spargeva l’acido, che ha proseguito a rivendicato il diritto di “difendere” come proprietĂ , uno spazio pubblico.

Il tutto però, con una sostanza che non solo può essere letale per gli animali, ma anche estremamente pericolosa per i bambini, o per chiunque possa scivolare o entrare in contatto con le esalazioni.

L’allarme social e lo sdegno del quartiere

La notizia è rimbalzata immediatamente sui gruppi social del quartiere lidense, dove la residente ha pubblicato un post per avvertire la comunitĂ : “Per l’amor di Dio, evitate di passare lì”.

Il post è diventato virale in pochi minuti, raccogliendo centinaia di commenti. Se da un lato è emersa la cronica frustrazione dei residenti verso i proprietari di cani maleducati che non raccolgono le deiezioni, dall’altro la condanna per l’uso dell’acido è stata unanime.

La denunciante ha dovuto rispondere duramente anche agli “odiatori da tastiera” che minimizzavano l’accaduto o criticavano il mancato ricorso immediato alle forze dell’ordine: “Ci sarĂ  modo di fare le denunce ma intanto mi sono preoccupata di avvertire i proprietari dei cani” – ha replicato la donna.

Il muro contro muro: “Quel suolo è casa mia”

Ma il confronto tra le due donne, ha assunto toni paradossali quando la signora ha ammesso di passare molto tempo ad osservare dalla finestra i proprietari dei cani che non raccolgono le deiezioni. Nonostante l’invito della residente a utilizzare metodi legali, come scattare foto e sporgere denuncia formale piuttosto che spargere sostanze tossiche, la risposta è stata di totale chiusura.

“Ha rivendicato il possesso del suolo pubblico adiacente al suo portone, sostenendo che il marciapiede sia un’estensione della propria abitazione dove vige il divieto assoluto di transito per gli animali, ignorando totalmente la pericolositĂ  del veleno per l’ambiente e i passanti”.

Mentre sui social si discute tra la maleducazione di chi non pulisce, e la risposta violenta di chi attenta alla salute collettiva, è noto come ormai nel territorio, la crociata contro gli animali stia superando ogni limite di legalitĂ . Dopo il piĂą recente orrore sul gatto Odino, il caso della “punitrice” dei cani, del tutto indifendibile per il gesto, è stato classificato come un vero e proprio crimine.

Il quadro legale: i rischi per la “punitrice”

Dal punto di vista giuridico, la posizione della donna è estremamente critica. Esperti legali e cittadini informati, hanno subito stilato la lista dei possibili reati commessi, spesso inconsapevolmente, da chi ricorre a tali metodi.

In primo luogo, si configura il Getto pericoloso di cose (Art. 674 c.p.), che punisce chi versa in luogo di pubblico transito sostanze atte a offendere o imbrattare persone. A questo si aggiunge il Deturpamento e imbrattamento (Art. 639 c.p.), poichĂ© l’acido rovina permanentemente la superficie stradale, trattandosi di un bene immobile pubblico.

Ancora piĂą gravi sono le implicazioni legate alle Lesioni personali (Art. 582 c.p.): se un animale o un passante dovesse riportare ustioni o irritazioni, la donna risponderebbe penalmente dei danni causati.

Infine, non va dimenticato il maltrattamento di animali: spargere sostanze corrosive con la consapevolezza di poter ferire un essere vivente è una condotta punita severamente dal nostro ordinamento. “Speriamo che chi ha la stessa folle idea desista”, conclude un residente, “perchĂ© qui non si parla di pulizia, ma di criminalitĂ ”.