Gli ambientalisti in allerta per la gestione della Riserva del Litorale: “Chiarezza sui fondi pubblici”

Le associazioni ambientaliste scrivono al MASE, obiettivo: gestione fondi trasparente e interventi diretti

 

La salvaguardia della Riserva del Litorale Romano passa anche da una maggiore chiarezza sui fondi pubblici trasferiti ai comuni dell’area, dalla loro entità e dalla loro effettivo utilizzo. LIPU, WWF Litorale Laziale, Italia Nostra Litorale Romano, Legambiente Litorale Romano e FAI Lazio hanno inviato una formale richiesta d’intervento al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) chiedendo un’azione diretta e urgente per scongiurare il rischio di paralisi amministrativa e garantire una gestione trasparente della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Trasparenza fondi pubblici e rinnovo Commissione

Sul fronte economico, le associazioni sollevano il tema della trasparenza nell’utilizzo dei fondi ministeriali trasferiti ai Comuni: i rendiconti delle spese, chiedono, devono essere accessibili e coerenti con le priorità del Piano di Gestione approvato nel 2020. A trent’anni dall’istituzione della Riserva, segnalano le associazioni, gli obiettivi di tutela restano ancora in parte inapplicati. Le organizzazioni ambientaliste chiedono inoltre che il Ministero smetta di limitarsi a un ruolo di vigilanza formale. L’appello è che il MASE diventi parte attiva e costante nel supportare gli Enti Gestori della Riserva — i Comuni di Roma e Fiumicino — assicurando che le finalità istitutive della Riserva siano realmente perseguite. Un’altra urgenza, segnalano le associazioni, riguarda la Commissione di Riserva, il cui mandato è ormai a ridosso della scadenza. Senza un rinnovo immediato, l’organo cesserà di funzionare, lasciando la Riserva priva di qualsiasi guida decisionale. LIPU, WWF, Italia Nostra, Legambiente e FAI, nel lanciare il loro SOS hanno ribadito la propria disponibilità a un dialogo costruttivo con le istituzioni, nell’auspicio di una maggiore sinergia nella gestione di uno degli ecosistemi più preziosi del litorale laziale.

Un patrimonio a rischio

La Riserva si estende su un territorio di 15.900 ettari, dalla marina di Palidoro, a nord, fino alla spiaggia di Capocotta, a sud, attraversando i comuni di Roma e Fiumicino. Al suo interno si trovano alcune delle zone di maggiore interesse naturalistico dell’intera regione: le dune di Palidoro, i tumuleti di Bocca di Leone, la foce dell’Arrone, le vasche di Maccarese, la pineta di Fregene, l’Oasi di Macchiagrande, la pineta di Coccia di Morto, Macchiagrande di Galeria, la valle e la foce del Tevere, la pineta dell’Acqua Rossa, la tenuta di Procoio, la pineta di Castel Fusano e le dune di Capocotta. L’area custodisce anche i resti di Ostia Antica, dei porti imperiali di Claudio e di Traiano, la Necropoli di Porto all’Isola Sacra e tracce di insediamenti preistorici, siti di straordinaria rilevanza storica e archeologica, riconosciuti a livello internazionale.