Dossieraggio e 007 infedeli, perquisizioni del Ros a Roma: scoperta la “Squadra Fiore”

Perquisizioni del Ros a Roma: nel mirino un gruppo clandestino specializzato in esfiltrazione di dati. Indagato l'ex numero due del Dis

I carabinieri del Ros, un corpo speciale dell'Arma

Perquisizioni del Ros scuotono i vertici dell’intelligence italiana: nel mirino “La Squadra Fiore”. All’alba di oggi, 20 aprile 2026, i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale hanno dato il via a una vasta operazione su disposizione della Procura di Roma e sotto il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia.

Perquisizioni del Ros a Roma: nel mirino un gruppo clandestino specializzato in esfiltrazione di dati. Indagato l’ex numero due del Dis

Al centro dell’inchiesta c’è la “Squadra Fiore”, una struttura clandestina che sarebbe composta da ex appartenenti alle forze dell’ordine e ai servizi segreti, accusata di aver messo in piedi un sistema di dossieraggio e accessi abusivi alle banche dati istituzionali.

La “Squadra Fiore”: spionaggio su commissione

L’indagine, che rappresenta una costola capitolina della celebre inchiesta milanese “Equalize”, avrebbe accertato l’operatività di questo gruppo almeno dal novembre 2024.

Secondo gli inquirenti, la “Squadra Fiore” non si limitava a raccogliere informazioni: vendeva veri e propri “pacchetti di profilazione” a imprenditori e professionisti, utilizzando strumenti tecnologici d’avanguardia — definiti in codice “citofoni” — e utenze fittizie.

Tra gli 11 indagati spicca un nome noto alle cronache giudiziarie: Giuliano Tavaroli, già capo della security di Pirelli e Telecom, nuovamente coinvolto in un’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla captazione fraudolenta di comunicazioni.

Il filone dei Servizi: il caso Del Deo

Il capitolo più delicato dell’inchiesta riguarda però Giuseppe Del Deo, già numero due del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) e attuale presidente esecutivo di Cerved Group. Del Deo è indagato per peculato in relazione al periodo in cui prestava servizio all’Aisi.

L’accusa è pesante: l’ex 007 si sarebbe appropriato di circa 5 milioni di euro appartenenti ai fondi dell’Aisi. Denaro che sarebbe stato veicolato attraverso contratti per forniture di software mai effettivamente eseguite con la società Sind. Oltre al peculato, a Del Deo viene contestato l’accesso abusivo ai sistemi informatici per scopi non istituzionali.

Truffe milionarie e danni allo Stato

L’inchiesta si allarga anche al mondo dell’imprenditoria digitale. Sotto la lente della Procura è finito Carmine Saladino, ex capo di Maticmind, indagato per una presunta truffa aggravata da 8 milioni di euro.

Secondo l’impianto accusatorio, Saladino avrebbe gonfiato fittiziamente il fatturato della sua società (per oltre 40 milioni di euro) nel bilancio 2023, allo scopo di far lievitare il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out. Un’operazione che avrebbe danneggiato direttamente Cassa Depositi e Prestiti, azionista della società acquirente, e dunque lo Stato italiano.

Il mistero della “Holding delle intercettazioni”

Le carte dell’inchiesta rivelano infine un progetto ambizioso e inquietante: il tentativo di creare un’unica holding capace di monopolizzare tutte le aziende attive nel campo delle intercettazioni in Italia.

I punti chiave dell’inchiesta

La procura procede, secondo le posizioni,  per i reati di associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici, peculato, truffa aggravata e violazione della privacy.

Secondo i primi accertamenti la “Squadra Fiore” utilizzava nomi in codice come “Naufrago”, “Corazziere” e “Legnetto” per coprire le identità.