La gestione del patrimonio arboreo di Roma è al centro di una violenta tempesta giudiziaria e sociale che dopo il centro storico, coinvolge in questi giorni diversi quartieri, dall’Ardeatino a Bravetta, fino all’Eur. Al centro delle contestazioni non c’è solo la scelta di abbattere o potare drasticamente piante storiche, ma soprattutto il mancato rispetto dei tempi biologici della natura, con interventi effettuati in pieno periodo di nidificazione, e la presunta superficialità delle perizie tecniche che condannano alberi dalle chiome apparentemente sane.
Esposto in Procura per i pini dell’Ardeatino, mentre a Gianicolense spariscono 25 eucalipti: cittadini infuriati all’Eur in difesa della nidificazione
Oggi, 17 aprile 2026, il Comitato TAM (Tutela Alberi e Memoria), attivo nel quartiere Ardeatino, ha compiuto un passo formale senza precedenti per proteggere i pini domestici (Pinus pinea) di via Baldovinetti. I cittadini hanno presentato una diffida e messa in mora nei confronti del Comune di Roma, accompagnata da un esposto-denuncia depositato presso la Procura della Repubblica.
L’accusa riguarda le “cesure” drastiche effettuate sulle alberature, interventi giudicati dannosi per la salute e la stabilità futura delle piante. Il comitato sostiene che tali potature violino apertamente il Regolamento del Verde di Roma Capitale, che imporrebbe criteri di conservazione molto più rigidi, specialmente per specie simbolo del paesaggio romano. La richiesta è chiara: trasparenza immediata sui protocolli seguiti e fermo immediato di ogni azione che possa compromettere definitivamente il patrimonio arboreo locale.
Il caso Bravetta: 25 eucalipti abbattuti al Buon Pastore
Situazione ancora più drastica a via di Bravetta, presso l’Istituto Scolastico del Buon Pastore. Qui, la Città Metropolitana di Roma ha proceduto all’abbattimento di 25 grandi eucalipti nell’ambito di un progetto di riqualificazione del parco scolastico.
Nonostante le rassicurazioni della ditta subappaltante, che ha giustificato l’azione citando perizie agronomiche che dichiaravano gli alberi pericolosi, i residenti sollevano dubbi pesanti. Le valutazioni tecniche, infatti, sarebbero basate su analisi “visive speditive” senza l’ausilio di prove strumentali approfondite che avrebbero potuto, forse, salvare una parte del polmone verde. Resta l’interrogativo sul perché, se le criticità erano note dal 2016, non siano stati effettuati interventi curativi in dieci anni, arrivando oggi a uno smantellamento completo in un quartiere già soffocato dal traffico e povero di aree naturali.
La violazione del periodo di nidificazione
Un punto comune di protesta che unisce l’Ardeatino, Bravetta e l’Eur riguarda il tempismo degli interventi. La normativa vigente proibisce interventi invasivi sulle chiome durante il periodo di nidificazione degli uccelli, per evitare la distruzione dei nidi e la morte dei pulli. Eppure, le segnalazioni di oggi parlano di tagli in corso in diverse zone.
A Bravetta, i lavori nel cantiere del Buon Pastore erano iniziati già a maggio 2025: i cittadini si chiedono perché gli abbattimenti non siano stati eseguiti nei mesi invernali, preferendo invece intervenire proprio ora, nel momento biologico più delicato. All’Eur, i residenti riportano scene simili, parlando di un “limbo” normativo dove i divieti sembrano essere ignorati sistematicamente dalle ditte incaricate.

Il rischio per le nuove piantumazioni
Oltre al danno per la perdita degli alberi adulti, preoccupa il piano di sostituzione previsto a Bravetta, dove sorgerà un’area ludico-sportiva. La ditta ha annunciato la piantumazione immediata di nuovi alberi, ma la scelta di procedere “adesso”, a ridosso della stagione estiva, è considerata un errore tecnico grossolano.
Piantare alberi giovani in aprile significa esporli a un fortissimo stress termico e a un rischio elevato di mancato attecchimento a causa del caldo imminente. Molti temono che queste nuove piante, presentate come compensazione ambientale, siano destinate a seccare nel giro di pochi mesi, replicando un copione già visto in molti altri quartieri romani dove il verde nuovo non riceve le cure e l’irrigazione necessarie.
La vigilanza dei comitati
La mobilitazione cittadina non accenna a fermarsi. Il Comitato TAM e le reti civiche di Bravetta ed Eur hanno annunciato che continueranno a monitorare i cantieri e a informare la cittadinanza. La battaglia non è solo per l’estetica del paesaggio, ma per la funzione ecosistemica che gli alberi svolgono: mitigazione delle temperature, assorbimento di CO2 e tutela della biodiversità urbana.
“Difendere i pini e gli eucalipti della Capitale significa, pretendere una gestione scientifica e non emergenziale del verde, basata sulla prevenzione e sul rispetto delle leggi che la stessa amministrazione ha approvato” – conclude un’attivista.


















