Il bilancio dell’ultimo servizio straordinario di controllo nel quadrante Aurelio, coordinato con fermezza dal XIII Distretto della Polizia di Stato, ha portato alla luce un contesto di degrado commerciale e sanitario di proporzioni allarmanti. L’intervento, ha scoperchiato una gestione spregiudicata del settore alimentare. Tra piazza dei Giureconsulti e via Boccea, le forze dell’ordine hanno dovuto ritirare dal commercio circa 50 chili di cibo scaduto e potenzialmente nocivo, intervenendo in situazioni di sporcizia e irregolarità strutturali che hanno lasciato increduli gli stessi operatori.
Il blitz dopo la denuncia dei residenti: smantellata una rete di commercio irregolare con cibo scaduto che minacciava la salute pubblica del quadrante
Nell’intervento coordinato degli agenti del Reparto Prevenzione Crimine, unità cinofile, Polizia Locale e ispettori della ASL, l’aspetto più eclatante e inquietante dell’operazione è emerso all’interno di un minimarket situato proprio in piazza dei Giureconsulti.
Qui, la lente degli investigatori ha restituito l’immagine di una vetrina dell’orrore: prodotti destinati all’alimentazione quotidiana erano ancora regolarmente esposti alla vendita nonostante le date di scadenza fossero passate da tempo, trasformando gli scaffali in una vera minaccia per la salute dei consumatori.
In questo singolo esercizio, sono stati sequestrati 33 chili di merce, un volume impressionante di cibo che, se non fosse stato per il blitz, sarebbe finito sulle tavole di ignari cittadini. Poco distante, un’altra verifica ha evidenziato criticità strutturali e qualitative talmente gravi da costringere le autorità a imporre una diffida formale per il ripristino delle condizioni igieniche minime, necessarie per garantire la sicurezza degli alimenti e la dignità dei locali.
Il degrado di via Boccea e la rivolta dei residenti
La trama di questo scempio sanitario si è replicata fedelmente lungo via Boccea. In questo caso, sono state le numerose e accorate segnalazioni dei residenti a guidare l’intervento degli agenti. I cittadini, esasperati dal degrado visibile, avevano ragione: il controllo ha permesso di ricostruire un contesto di totale irregolarità amministrativa, culminato nel sequestro di ulteriori 15 chili di alimenti scaduti.
Il sistema di vendita, ignorava sistematicamente le normative basiche sulla conservazione, mettendo a nudo un disprezzo totale per le regole comunitarie. Le sanzioni elevate ai titolari sono state pesanti, ma il dato più impressionante resta la quantità di cibo fuori standard che circolava liberamente in un quartiere così densamente popolato, alimentando una filiera del degrado che non risparmiava nemmeno i prodotti più deperibili.

















