Massacro di Villa Pamphilj, scontro sulla salute mentale di Kaufmann. Roberta Bruzzone: “Sta simulando”

Andromeda e Anastasia uccise a Villa Pamphilj, la rabbia delle parti civili sui presunti finti deliri di Kaufmann: "La sua è una strategia manipolatoria"

Il processo per il duplice omicidio di Villa Pamphilj è giunto a un momento di tensione estrema. Francis Kaufmann, l’uomo accusato di aver ucciso senza pietà la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda lo scorso giugno, è al centro di una battaglia legale che ruota interamente attorno alla sua capacità di intendere e di volere, ma soprattutto alla sua capacità di affrontare il giudizio.

Andromeda e Anastasia uccise a Villa Pamphilj, la rabbia delle parti civili sui presunti finti deliri di Kaufmann: “La sua è una strategia manipolatoria”

Al centro del dibattito odierno a piazzale Clodio vi è la perizia psichiatrica che descrive Kaufmann come un soggetto attualmente affetto da una “incapacità temporanea di stare in giudizio”. Il perito ha suggerito che l’imputato debba essere sottoposto a una terapia farmacologica specifica, proponendo alla Corte di effettuare un nuovo controllo tra 30 giorni per verificarne i progressi.

Se accolta, questa tesi porterebbe alla sospensione del processo, una prospettiva che ha scatenato la reazione durissima della Procura e delle parti civili.

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L’attacco del Pubblico Ministero e l’ipotesi manipolatoria

Il pubblico ministero Antonio Verdi ha contestato punto su punto le conclusioni peritali, sostenendo che l’esame sia stato superficiale e facilmente influenzabile dall’atteggiamento dell’imputato. Verdi non ha usato mezzi termini: “Siamo in presenza di un soggetto che mette in atto finti deliri indirizzati strategicamente a manipolare”, ha dichiarato il magistrato, sottolineando come la perizia si sia limitata a osservare l’uomo solo nelle poche ore di visita.

Secondo il PM, Kaufmann starebbe attuando una condotta che ha sempre fatto parte del suo carattere: “La sua è una strategia manipolatoria che lui ha sempre attuato”. Per queste ragioni, la Procura ha chiesto il rigetto della perizia o la nomina di un nuovo collegio che includa un medico legale.

L’affondo di Roberta Bruzzone: “Simulazione grossolana”

Ancora più netta è stata la posizione della psicologa forense Roberta Bruzzone, consulente di parte civile, che ha analizzato il comportamento di Kaufmann definendolo un abile simulatore. Per la Bruzzone, l’uomo non è affatto preda di un delirio psichiatrico, ma sta cercando lucidamente di evitare una condanna certa.

“Kaufmann è consapevole della gravità di quello che ha fatto, sa perfettamente di non avere via d’uscita dal punto di vista giudiziario e sta quindi simulando in maniera anche piuttosto grossolana e maldestra una condizione psichiatrica”, ha affermato la criminologa durante l’udienza, definendo i suoi comportamenti come un tentativo disperato di manipolare il verdetto. Questa contrapposizione tra scienza forense e strategia difensiva mette ora i giudici di fronte a un bivio fondamentale per l’esito del processo.

La decisione della Corte d’Assise

Dopo aver ascoltato le posizioni contrastanti dei periti, del Pubblico Ministero e dei consulenti delle parti civili, la Prima Corte d’Assise si è riservata di decidere. I giudici dovranno ora stabilire se concedere a Kaufmann i 30 giorni di cure proposti dalla perizia o se, al contrario, accogliere le istanze dell’accusa e procedere con il dibattimento o con un nuovo collegio peritale.

La decisione, attesa a breve, è fondamentale per dare giustizia alle vittime di Villa Pamphilj e per chiarire se dietro il silenzio dell’imputato si nasconda un reale disagio o una fredda strategia difensiva. Determinerà di fatto, se il cammino verso la verità per Anastasia e la piccola Andromeda potrà proseguire o se subirà una brusca interruzione.