Una truffa dietro l’altra. Un mese di “lavoro” frenetico per un bottino che supera i 100.000 euro. Oro, gioielli di famiglia e mazzette di contanti svaniti nel nulla in pochi minuti, sotto i colpi di una pressione psicologica spietata.
Una truffa dopo l’altra: il sistema del terrore psicologico dietro al business dei raggiri nella Capitale
I Carabinieri della Stazione di Piazza Bologna hanno messo fine alla corsa di un 53enne, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma.
L’uomo è gravemente indiziato di truffa aggravata, sostituzione di persona e circonvenzione di persone incapaci.
La dinamica: il ricatto degli affetti
Il copione è quello, tristemente noto, del “finto maresciallo” o del “finto avvocato”. Un metodo che punta dritto al cuore delle vittime: il timore per l’incolumità dei propri figli.
In uno degli episodi più gravi ricostruiti dalla Procura, una donna anziana è stata convinta che la figlia fosse in stato di fermo dopo un terribile incidente stradale.
Per evitarle il carcere, il sedicente ufficiale ha chiesto una “cauzione” immediata. Il risultato? La vittima, nel panico, ha consegnato all’indagato – presentatosi direttamente alla sua porta – ben 50.000 euro in contanti e diversi monili d’oro.
Il fermo sulla via del ritorno
La parabola criminale del 53enne si è interrotta sull’autostrada verso la Campania. Un equipaggio della Polizia Stradale ha fermato un’auto a noleggio per un controllo di routine.
A tradire l’uomo è stato l’eccessivo nervosismo e, soprattutto, il contenuto sospetto del veicolo: un vero e proprio tesoro in gioielli di cui non sapeva giustificare la provenienza.
Il coordinamento tra le centrali operative ha permesso di collegare quasi in tempo reale quegli oggetti a una truffa appena consumata nel cuore di Roma.
L’inchiesta: celle telefoniche e riconoscimenti
L’indagine non si è fermata all’arresto in flagranza. I Carabinieri hanno scavato nei tabulati e analizzato il traffico delle celle telefoniche, incrociando i movimenti dello smartphone dell’indagato con le denunce presentate nel mese di luglio.
“I riscontri tecnici hanno permesso di collocare l’uomo esattamente nei pressi delle abitazioni delle vittime durante l’orario dei raggiri,” ricostruisce la misura cautelare.
A chiudere il cerchio sono stati i riconoscimenti fotografici: le vittime, pur scosse, hanno identificato nel 53enne l’uomo che era entrato nelle loro case per saccheggiare i ricordi di una vita.
I consigli per difendersi dalle truffe
Le autorità ricordano che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine o avvocato richiede mai denaro o gioielli a domicilio per il rilascio di parenti.
In caso di chiamate sospette che annunciano incidenti o arresti di familiari: mantenere la calma e non fornire mai indirizzi o dettagli sui valori in casa; riagganciare subito e chiamare il 112 o un parente di fiducia e soprattutto non aprire la porta a sconosciuti, anche se vestiti in divisa o in abiti distinti.

L’altro giorno a quattro truffatori che volevano raggirare una 67enne di Carpineto Romano è andata, però, decisamente male. La donna appena ha intuito la malafede di chi l’aveva contatta ha subito allertato i carabinieri. La banda è stata arrestata. Nell’auto recuperato dell’oro di cui ora si cerca il proprietario.


















