Donald Trump ha dato il via libera alla proposta di cessate il fuoco di due settimane con l’Iran – che esclusi colpi di scena – potrebbe rivelarsi un passo importante verso la risoluzione del conflitto che coinvolge gli Stati Uniti, Israele e la Repubblica Islamica. La tregua è stata accolta favorevolmente dal premier pakistano Shehbaz Sharif, che ha svolto un ruolo cruciale nei colloqui tra le due potenze. Immediata la risposta dei mercati: in calo il prezzo del petrolio.
Trump accetta il cessate il fuoco con l’Iran: due settimane di tregua in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz. Il nodo Libano
Tuttavia, Trump ha sottolineato che la sospensione degli attacchi americani è subordinata a una condizione fondamentale: la riapertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, vitale per il commercio globale di petrolio.
La mediazione del Pakistan e il ruolo del Papa
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L’accordo sul cessate il fuoco è arrivato in nottata dopo un’aspra pressione internazionale, con Papa Leone che ha criticato apertamente le minacce di guerra di Trump all’Iran definendole “inaccettabili”.
Inoltre, il Pakistan ha offerto il proprio supporto come mediatore, invitando entrambe le parti a negoziare a Islamabad il prossimo 10 aprile 2026 per trovare un accordo di pace duraturo.
La posizione di Israele e le previsioni future
Israele ha espresso il suo sostegno alla decisione di Trump, ma ha posto una condizione: la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, accompagnata dall’interruzione degli attacchi contro gli Stati Uniti e i Paesi alleati. Questo passo segna un’inversione di rotta significativa dopo l’escalation di febbraio, quando le forze statunitensi e israeliane avevano attaccato l’Iran, uccidendo importanti leader, tra cui il leader supremo Ali Khamenei.
In risposta, l’Iran aveva bloccato il traffico nello Stretto di Hormuz, e i conflitti erano degenerati con attacchi alle basi USA e la mobilitazione di Hezbollah in Libano.
Un passo verso la pace duratura?
Secondo Trump, l’accordo con l’Iran potrebbe rappresentare una svolta storica per la pace in Medio Oriente, affermando che la sospensione degli attacchi offre il tempo necessario per finalizzare un’intesa che porti alla risoluzione di tutte le controversie tra i due Paesi. La posizione di Israele: “Bene l’intesa ma il Libano è escluso”.
La posizione di Netanyahu sul cessate il fuoco e il Libano
“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran riapra immediatamente lo stretto e interrompa tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i paesi della regione“, ha dichiarato l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu in un comunicato.
“Israele sostiene inoltre l’impegno degli Stati Uniti volto a garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per l’America, Israele, i vicini arabi dell’Iran e il mondo”, si legge ancora nella nota. Che puntualizza come l’accordo sul cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran “non includa il Libano”. Al contrario da quanto, invece, specificato dal Pakistan nel ruolo di pacificatore.



















