Un’uscita tranquilla tra amiche si è trasformata in una notte di paura e disgusto profondo a Roma est, in via Collatina, dove un uomo ha assalito l’auto del gruppo lanciando degli escrementi all’interno dell’abitacolo, proprio mentre una di loro si stava sedendo. L’episodio, inquietante per la dinamica e per la natura del gesto che evoca l’incubo di “Shpalman”, ha lasciato le quattro vittime in stato di shock, sollevando nuove preoccupazioni sulla sicurezza notturna nella zona intorno al centro commerciale.
Il racconto di una delle vittime sui social: lo spavento, il panico e la sgradevole scoperta degli escrementi sul sedile
La serata, che era iniziata sotto i migliori auspici per Erika e le sue tre amiche, appena uscite da una pizzeria dopo una piacevole cena insieme, si è conclusa con un evento traumatico. Le quattro giovani si stavano dirigendo verso la loro autovettura, parcheggiata lungo via Collatina, all’altezza del noto centro commerciale.
Non potevano immaginare che, in un attimo, la spensieratezza si sarebbe trasformata in un incubo. “Scrivo questo post per segnalare una cosa piuttosto spiacevole successa ieri sera”, ha raccontato Erika, ancora scossa dagli eventi, decidendo di condividere l’accaduto sui social media per mettere in guardia chiunque frequenti la zona dopo le 22.00.
L’assalto improvviso e il gesto disgustoso
La dinamica dell’aggressione è stata rapida quanto ignobile. Il gruppo di amiche aveva appena raggiunto l’auto e stava per salire a bordo. Erika si trovava vicino alle altre quando un uomo è apparso all’improvviso e si è avvicinato con scatto fulmineo.
Poi, senza proferire una parola, l’individuo ha compiuto il gesto disgustoso: ha lanciato qualcosa con forza dentro la macchina, mirando proprio verso il sedile del passeggero dove in quel momento, una delle sue amiche si stava sedendo.
La reazione delle ragazza, a quel punto, è stata dettata dall’istinto di sopravvivenza, non avendo capito l’esatta natura dell’oggetto lanciato, si è seduta rapidamente chiudendo lo sportello, per paura che l’aggressore volesse farle del male.
Solo dopo, le quattro ragazze si sono rese conto del disgustoso lancio che aveva imbrattato il sedile e, di conseguenza, i vestiti dell’amica.
L’aggressore intanto si era dato alla fuga correndo verso la sua auto, parcheggiata a poca distanza. “Prese dal panico non abbiamo avuto modo di prendere la targa della macchina sulla quale è salito e scappato”, ha ammesso Erika con rammarico. L’uomo ha fatto perdere le sue tracce nel traffico serale della Collatina, lasciando le sue vittime in preda allo sconforto.
L’intervento della polizia e le indagini
Subito dopo l’accaduto, un piccolo barlume di speranza è apparso sotto forma di una pattuglia della polizia che transitava sulla Collatina. Le quattro donne hanno fermato l’auto delle forze dell’ordine e, visibilmente scosse, hanno spiegato agli agenti quanto era appena successo.
I poliziotti hanno ascoltato la testimonianza e si sono accertati delle loro condizioni fisiche, che fortunatamente erano buone, al netto dello spavento e della situazione sgradevole. “Si sono accertati che stessimo bene, però non è successo altro”, ha raccontato Erika, sottolineando che, al momento, non ci sono stati sviluppi concreti nell’identificazione dell’aggressore. La polizia ha preso nota dell’accaduto, ma senza elementi come la targa, le indagini si annunciano complesse.
L’appello alla cittadinanza e la richiesta di sicurezza
La decisione di Erika a quel punto, è stata di condividere pubblicamente l’episodio su un gruppo social della zona Collatina-Tor Sapienza per avvisare gli altri residenti e frequentatori della zona, invitandoli a prestare la massima attenzione la sera.
L’incubo di “Shpalman” il sedicente giustiziere dei parcheggi
L’episodio disgustoso ha riaperto il dibattito sulla sicurezza urbana, specialmente in quelle zone periferiche, dove i residenti chiedono da tempo più telecamere, e fatto tornare l’incubo di “Shpalman”, il sedicente “giustiziere dei parcheggi” che tra il 2023 e la primavera 2024 aveva scatenato il panico al Tuscolano.
Anche in quegli episodi, l’uomo mai fermato, dai lanci improvvisi di escrementi contro le auto della ragazze, aveva trasformato i raid in incursioni mirate: nell’area di Arco di Travertino, alcune vittime aveva ritrovato escrementi direttamente sui sedili di vetture regolarmente chiuse. Il sospetto fu che l’imbrattatore utilizzasse sistemi di apertura a distanza o forzi le serrature per colpire indisturbato.
Al disgusto per i gesti si aggiunse ben presto il terrore: le donne coinvolte denunciarono di essere state pedinate da un’auto bianca.
















