Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata pomeridiana sotto il sole di fine marzo si è trasformata, in una frazione di secondo, in un incubo ad occhi aperti. Un passo falso, l’erba che cede o una copertura fatiscente: tanto è bastato perché una donna precipitasse in un pozzo fantasma all’interno del Parco della Pace, in via di Monte Stallonara a Ponte Galeria.
Scatta la complessa macchina dei soccorsi per la donna precipitata nel pozzo non segnalato e rimasta incastrata a 15 metri di profondità
Erano circa le 14:40 di oggi, sabato 28 marzo, quando la Sala Operativa del Comando di Roma ha ricevuto una chiamata disperata. Un uomo, in forte stato di shock, chiedeva aiuto segnalando che la moglie era appena scomparsa nel sottosuolo mentre camminavano insieme lungo i sentieri dell’area verde.
La dinamica, stando alle prime ricostruzioni, è agghiacciante: la donna è precipitata all’interno di un pozzo non segnalato, una cavità nascosta dalla vegetazione o non adeguatamente protetta, che si è rivelata una trappola invisibile nel cuore del parco.
La caduta libera nel buio è durata diversi, interminabili secondi. La profondità stimata del pozzo è di circa 20 metri, ma il destino ha voluto che la corsa verso il fondo si arrestasse prima. A circa 15 metri di profondità, la donna è riuscita miracolosamente ad agganciarsi a una trave trasversale presente all’interno della struttura sotterranea.
Un appiglio di fortuna che le ha salvato la vita, impedendo l’impatto violento sul fondo, ma lasciandola in una posizione estremamente precaria, sospesa nel vuoto e al buio, con il rischio costante di perdere la presa a causa della stanchezza o del trauma.

La macchina dei soccorsi: l’intervento del Nucleo Speleo Alpino
Sul posto è stata immediatamente inviata la squadra 11/A dei Vigili del Fuoco, ma data la complessità dello scenario, è stato necessario il supporto degli specialisti del nucleo SAF (Spelo-Alpino-Fluviale). Si tratta di operatori altamente addestrati per interventi in ambienti ostili e confinati, gli unici in grado di calarsi in sicurezza in una cavità così stretta e profonda senza rischiare ulteriori crolli del terreno circostante.
Le operazioni di soccorso si sono rivelate sin da subito estremamente delicate. I vigili del fuoco hanno dovuto prima mettere in sicurezza l’imboccatura del pozzo per evitare che detriti o terra cadessero sulla donna sottostante, e successivamente hanno allestito un sistema di carrucole e imbracature tecniche.
Il personale SAF, comunicando costantemente con la signora per mantenerla vigile e rassicurarla, ha iniziato le procedure di discesa per raggiungerla alla quota di 15 metri, con l’obiettivo di imbracarla e riportarla lentamente in superficie attraverso una complessa manovra di recupero verticale.
Paura e polemiche sulla sicurezza
Mentre i soccorritori lavoravano contro il tempo, è scattata la rabbia sui social dei residenti preoccupati per la presenza di un pozzo di tale profondità, privo di segnaletica, recinzione o copertura adeguata in un luogo frequentato da famiglie, bambini e sportivi, solleva interrogativi pesantissimi sulla manutenzione dell’area verde. Il marito della donna, assistito dal personale sanitario dell’ARES 118 giunto preventivamente sul posto, ha assistito impotente alle fasi del salvataggio.
Il recupero della donna affidata ai sanitari
Dopo le operazioni che hanno richiesto sforzi tecnici estremi, la donna è stata finalmente tratta in salvo. Una volta riportata alla luce, è stata immediatamente affidata alle cure dei medici. Sebbene non sia in pericolo di vita grazie a quella trave che ha frenato la sua caduta, la vittima ha riportato diverse contusioni, possibili fratture e un fortissimo stato di shock.

L’area dell’incidente è stata ora posta sotto sequestro dalle autorità per permettere i rilievi. Sarà compito degli inquirenti stabilire la proprietà del terreno e le responsabilità amministrative: chi doveva segnalare quel pozzo? Perché una cavità così pericolosa era accessibile al pubblico? Mentre le indagini iniziano, resta il sollievo per un miracolo avvenuto a 15 metri di profondità.
Incidente a Monte Stallonara, il Municipio XI chiarisce: “Area di competenza della Regione Lazio, serve sicurezza immediata”
A seguito del drammatico incidente avvenuto nel pomeriggio di sabato 28 marzo presso il Parco della Pace di via di Monte Stallonara, dove una donna è precipitata per 15 metri in un pozzo non segnalato, l’amministrazione del Municipio XI ha voluto fare chiarezza sulla gestione dell’area e sulle responsabilità legate alla manutenzione del sito.
Sulla vicenda è intervenuta Daniela Gentili, Assessora del Municipio XI, che ha espresso vicinanza alla vittima e ha puntualizzato la posizione dell’ente di prossimità rispetto alle competenze territoriali: “In relazione al grave episodio verificatosi al Parco della Pace, che ha visto una donna rimanere sospesa all’interno di un pozzo profondo circa 15 metri, esprimo un sincero sollievo per l’esito positivo delle operazioni di soccorso e vicinanza alla persona coinvolta. Si ritiene tuttavia opportuno chiarire che l’area in questione non è in gestione al Municipio XI, bensì rientra tra le competenze del Consiglio Regionale del Lazio, quale soggetto titolare e responsabile della gestione del bene e della sua manutenzione.”


















