Il fumo nero che sta oscurando il cielo di Valco San Paolo dal primo pomeriggio di oggi, non è solo il segnale di un incendio, ma l’epilogo drammatico di una situazione di degrado denunciata da tempo. Il rogo di vaste proporzioni, che ha travolto due dei centri sportivi più attivi del quadrante sud di Roma, situati al confine tra l’VIII e l’XI Municipio, sarebbe partito da un insediamento abusivo a ridosso delle strutture, di cui era stato chiesto lo sgombero, proprio per la paura degli incendi.
“Tutto a fuoco, ci viene da piangere”: lo sfogo dei gestori che avevano appena rinnovato i centri sportivi ospitati dal dopolavoro Cotral distrutti nell’incendio
L’incendio ha colpito duramente l’area del Dopolavoro Cotral, una struttura che ospita realtà storiche e vitali per il tessuto sociale e sportivo del quadrante. Qui convivono la società che gestisce il campo sportivo del dopolavoro ATAC e la storica realtà calcistica dell’ACD Garbatella 1920. In pochi minuti, le fiamme hanno raggiunto le strutture tecniche e i nuovi spogliatoi.
Il bilancio è catastrofico. I gestori, che negli ultimi mesi avevano profuso sforzi economici enormi per rinnovare i centri sportivi con campo di calcio e spogliatoi nuovo, si sono ritrovati davanti a uno scenario di guerra. Le fiamme non avrebbero risparmiato nulla: i manti erbosi appena rifatti, le attrezzature per gli allenamenti e i locali tecnici.
La denuncia dei gestori: “Cronaca di un disastro annunciato”
La rabbia, sul posto, è palpabile quanto il calore delle braci ancora vive. I responsabili delle società sportive non hanno molti dubbi sull’origine del disastro. Un insediamento situato nelle immediate vicinanze potrebbe essere proprio il punto di innesco del rogo.
Non si tratterebbe, secondo le testimonianze, di un evento imprevedibile, ma della logica conseguenza di una mancata messa in sicurezza del territorio. Nelle scorse settimane era stato sollecitato lo sgombero, ma stavolta il disastro è arrivato prima di un intervento salvifico delle forze dell’ordine, e ora non resta che fare la conta dei danni a capire le cause dei disastri.
Investimenti in cenere e dolore sociale
Il danno non è solo materiale, ma morale. Molti dei fondi investiti erano destinati a dare ai giovani della zona strutture moderne e sicure. Vedere i nuovi spogliatoi divorati dal fuoco ha lasciato i dirigenti nello sconforto più totale.
Un rappresentante della società Garbatella, osservando ciò che resta del campo, non è riuscito a trattenere l’emozione: “Mi viene quasi da piangere”, ha ammesso davanti ai resti fumanti di quello che, fino a poche ore prima, era un punto di aggregazione per centinaia di ragazzi.
L’ACD Garbatella 1920 è un pezzo di storia del quartiere, e vederla in ginocchio a causa di un incendio partito da una situazione di illegalità diffusa è un colpo durissimo per tutta la comunità locale. L’odore acre che persiste nell’aria della Magliana racconta di sogni sportivi distrutti dalla negligenza.
Indagini in corso e presidio dei Carabinieri
Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco impegnati nelle difficili operazioni di spegnimento e bonifica per evitare che nuovi focolai raggiungessero il resto del parco, sono intervenuti gli operatori sanitari e i Carabinieri di zona che si stanno occupando al momento solo della messa in sicurezza dell’area.
Solo al termine della complicate operazioni di spegnimento e la bonifica, sarà possibile avviare le indagini e i rilievi per accertare le responsabilità e confermare se il punto di origine sia effettivamente riconducibile ai cumuli di rifiuti e all’insediamento irregolare. Sul posto anche le pattuglie della Polizia di Stato allertate per due persone allettate, che non potevano allontanarsi autonomamente da un edificio a ridosso dell’incendio.
















