Lieto fine per Veronica Riccitelli, la guardia giurata aggredita lo scorso luglio da un clochard nel pronto soccorso di Colleferro. Dopo mesi di malattia e un trasferimento lontano da casa, la vigilantes è stata reintegrata al suo posto all’interno della struttura sanitaria della Asl Roma 5, riportando un po’ di giustizia dopo l’incredibile vicenda che l’aveva vista protagonista.
Dopo mesi di convalescenza e il trasferimento forzato, la vigilantes Veronica Riccitelli torna al suo posto all’ospedale di Colleferro, ringraziando tutti coloro che l’hanno sostenuta
“Per me era un peso enorme spostarmi di troppi chilometri – racconta emozionata Riccitelli, madre separata e due volte mamma –. Sono felice di tornare al mio lavoro dopo lo stop forzato seguito alla mia aggressione”.
La vigilante ha voluto ringraziare i vertici della sua società di vigilanza, in particolare Angelo Riccardi, e il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, che assieme al vicesindaco Giulio Calamita, si era interessato al suo caso sin dai primi momenti successivi all’aggressione. Ma anche Canaledieci che, ieri, ha dedicato un servizio alla sua storia.
A poche ora dalla pubblicazione, oggi, 26 marzo, la vigilantes ha ricevuto la lettera di reintegro alla sua usuale postazione, il pronto soccorso di Colleferro dove prestava servizio da cinque anni.
L’aggressione e la reazione della vigilantes

La vicenda risale allo scorso luglio, quando Riccitelli, mentre svolgeva il suo servizio di vigilanza, è stata aggredita da un clochard che aveva ricevuto aiuto dall’ospedale, compreso un paio di scarpe.
L’uomo ha tentato di sottrarle la pistola, minacciando di sparare nel pronto soccorso. Nel difendere medici e pazienti, la guardia giurata ha subito violente percosse alla testa, riportando danni permanenti a un orecchio e numerosi traumi fisici.
Nonostante il coraggio dimostrato, Veronica era stata trasferita all’ospedale Umberto I di Roma, lontana da casa e dal suo posto di lavoro, suscitando indignazione tra colleghi e cittadini.
Dopo dieci giorni di ricovero, una prognosi riservata di 40 giorni e mesi di convalescenza, la vigilantes ha finalmente potuto fare ritorno al suo servizio.
“Quel giorno ero al pronto soccorso di Colleferro, mancava poco alla fine del turno – ricorda Riccitelli –. Avevo persino offerto il mio pranzo al clochard, invitandolo a lasciare l’ospedale. Pochi minuti dopo, si è chiuso nel bagno di servizio e, quando gli ho chiesto di uscire, ha cercato di strappare la mia pistola urlando ‘Sparo a tutti’. Ho protetto la fondina, ma lui mi ha colpita ripetutamente alla testa con i tacchi delle scarpe. Sono svenuta. Da allora ho perso il 60% dell’udito da un orecchio e soffro di acufene”.
Il clochard è stato arrestato dai carabinieri e condannato a tre anni e mezzo di reclusione per lesioni gravi. Oggi, grazie alla reintegrazione, Veronica può finalmente tornare a svolgere il suo lavoro, tra i corridoi del pronto soccorso che aveva difeso con tanto coraggio.

















