‘Chi l’ha visto’ riapre il giallo della salma scomparsa di Katty

A quasi quattro anni dal furto della salma dal cimitero 'Chi l'ha visto' riapre il caso di Katty uccisa a Grottaferrata

katy skerl
La tomba violata di Katty Skerl

Il giallo di Caterina “Katty” Skerl, la diciassettenne brutalmente uccisa nel 1984, torna a scuotere l’opinione pubblica: a distanza di quasi quattro anni nessuna traccia della salma trafugata dal cimitero.

A quasi quattro anni dal furto della salma dal cimitero ‘Chi l’ha visto’ riapre il caso di Katty uccisa a Grottaferrata

A riaccendere i riflettori sul caso è la trasmissione ‘Chi l’ha visto’ in onda mercoledì 25 marzo. Si parte da un post social di Marco Conocchia: quella bara se fosse disponibile tra i collezionisti varrebbe 10 milioni. Altri post inquietanti rimandano sempre ad aspetti fumerei legati a donne morte.

Marco Conocchia è stato condannato per ricettazione: a casa gli hanno trovato fotografie di donne smontate dalle lapidi del cimitero, ben 358.

La scoperta del loculo di Katty vuoto al Cimitero del Verano risale a luglio 2022. Quando le autorità hanno aperto il fornetto di Katty Skerl — situato al settore 115 del Verano — si sono trovate di fronte a una scena surreale: la bara era sparita. All’interno della nicchia è stata rinvenuta soltanto una maniglia metallica, lasciata quasi come un macabro segnale di riconoscimento.

Katty, studentessa del liceo artistico Carlo Romano, residente al Trionfale, attivista della Fgci presso la sezione Ponte Milvio e figlia di un regista americano, fu trovata strangolata il 21 gennaio 1984 in un vigneto a Grottaferrata. Nonostante decenni di indagini, il suo omicidio rimane un cold case irrisolto, oggi reso ancora più oscuro dalla profanazione della sua tomba.

Nel corso di Chi l’ha visto’ sono state battute due piste: un rapimento a largo Bacone, all’uscita una festa, e un’aggressione da parte di gruppi di militanti fascisti.

Il giallo della bara scomparsa si intreccia inevitabilmente con i misteri più profondi della cronaca romana, come le sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

Già nel 2013, il fotografo Marco Fassoni Accetti (all’epoca indagato e poi prosciolto per il caso Orlandi) aveva dichiarato sul suo blog che il sepolcro della Skerl era stato profanato nel 2005. Secondo Accetti, la maniglia lasciata nel loculo serviva come “codice”. Le sue parole, rimaste inascoltate per anni, hanno trovato conferma solo nel 2022, sollevando interrogativi su chi possa aver orchestrato un’operazione così complessa.

L’avvocata Paola Chiovelli, che assiste la famiglia Skerl, ipotizzo’ un possibile coinvolgimento del cosiddetto “necrofilo del Verano”, un uomo già processato per il furto dei resti di Elena Aubry. Tuttavia, il legale del sospettato, Daniele Bocciolini, sottolinea la necessità di indagare su eventuali complicità: “Una bara è pesante, è difficile pensare che una persona sola possa averla portata via senza essere vista.”

Il silenzio di Accetti e le zone d’ombra del personale cimiteriale dell’epoca restano nodi centrali. La famiglia di Katty Skerl non si arrende: l’obiettivo è restituire pace a una ragazza a cui è stata negata prima la vita e poi il diritto al riposo eterno.