Roma si ferma per i reali di Spagna: modifiche alla viabilità per la cerimonia del titolo di Protocanonico

Roma si ferma per i reali di Spagna, dal Vaticano alla Basilica di Santa Maria Maggiore divieti di transito e di sosta per la sicurezza della cerimonia

Roma si ferma per i reali di Spagna che prenderanno parte oggi, venerdì 20 marzo alla cerimonia solenne per l’acquisizione del titolo di Protocanonico da parte di re Felipe VI.

Roma si ferma per i reali di Spagna, dal Vaticano alla Basilica di Santa Maria Maggiore divieti di transito e di sosta per la sicurezza della cerimonia

La zona di Santa Maria Maggiore e quella del Vaticano saranno caratterizzate da divieti di transito e di sosta in primo luogo presso la Santa Sede dove i reali saranno ricevuti da Papa Leone XIV

Oggi, venerdì 20 marzo, alle 12.30, nella basilica di Santa Maria Maggiore si terrà la cerimonia solenne per la presa di possesso del titolo di Protocanonico da parte di Re Felipe VI di Spagna, un’antica tradizione che risale al Seicento. La cerimonia avrà luogo dopo la visita dei Reali in Vaticano, dove saranno ricevuti in udienza da Papa Leone XIV.

Saranno, in particolare, chiusi al transito i controviali di via della Conciliazione. Ulteriori divieti di transito temporanei, in base alle necessità, potranno interessare Borgo Santo Spirito da largo Ildebrando Gregori a largo degli Alicorni; via Paolo VI; piazza del Sant’Uffizio, per i veicoli provenienti da via delle Fornaci.

Poi Felipe VI accompagnato dalla consorte, la regina Letizia Ortiz Rocasolano si recherà alla basilica di Santa Maria Maggiore che, per la solenne cerimonia, sarà inaccessibile al pubblico dalle ore 11.30 alle ore 13.30.

Per motivi di sicurezza, già da questa notte di venerdì 20 marzo sono in vigore provvedimenti di viabilità con divieti di sosta in via Merulana, da largo Brancaccio a piazza di Santa Maria Maggiore; in via dell’Esquilino da via Gioberti a via Manin e in piazza dell’Esquilino, da via Manin a via Cavour. L’area della Basilica e lo spazio compreso tra via Liberiana, via e piazza dell’Esquilino sarà transennata.

Ulteriori divieti di transito con possibili deviazioni interesseranno il traffico privato e il trasporto pubblico locale. La postazione taxi di via Liberiana sarà disattivata.

Deviazioni su percorsi alternativi per la rete bus che opera nel centro della metropoli e in particolare per le linee 16, 70, 71, 75, 360, 590, 649 e 714.

La cerimonia nella Basilica di Santa Maria Maggiore

In una cornice di solenne spiritualità e rigido protocollo il sovrano prenderà ufficialmente possesso del titolo di Protocanonico del Capitolo della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. L’evento rappresenta il rinnovo di un secolare intreccio diplomatico e culturale che unisce indissolubilmente la corona iberica al cuore della cristianità romana.

Il Capitolo Liberiano, composto dal Cardinale Arciprete e da dodici Canonici, custodi delle tradizioni del santuario, riconosce per antico privilegio al sovrano di Spagna il ruolo onorifico di Protocanonico.

Si tratta di un legame che affonda le radici nel Rinascimento: fu proprio un pontefice di origine spagnola, papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia), a volere il magnifico soffitto ligneo dorato che ancora oggi sovrasta la navata centrale, simbolo del sostegno dei fedeli e dei regnanti della penisola spagnola.

Il rapporto venne formalizzato nel 1603, quando il Capitolo invitò Filippo III ad assumere il ruolo di protettore. Da allora, la Basilica è diventata uno scrigno di tesori legati alla Spagna. Tra i lasciti più preziosi figurano il reliquiario della Sacra Culla, dono della Regina Margherita d’Austria, e l’imponente statua bronzea di Filippo IV, opera di Gian Lorenzo Bernini, che accoglie pellegrini e visitatori sotto il portico.

L’eredità di questa “Opera Pia di Spagna” è stata suggellata nel secolo scorso dalla Bolla Hispaniarum fidelitas, promulgata da Pio XII nel 1953. Con quel documento, la Chiesa ha voluto blindare i “vincoli di pietà e devozione” che uniscono la nazione spagnola alla Basilica.

Oggi, con l’insediamento di Filippo VI, la storia si ripete, confermando che il titolo di Protocanonico non è un semplice retaggio del passato, ma un ponte vivo tra fede e diplomazia internazionale.

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