Tarquinia non sarà la Capitale Italiana della Cultura 2028: il verdetto finale premia Ancona (VIDEO)

Il verdetto finale premia Ancona e rilancia progetti di cultura regionale grazie a una rinnovata rete fra comuni italiani

All’Aula Spadolini del Ministero, con la proclamazione della vincitrice da parte del Ministro della Cultura Giuli, si é conclusa la corsa di Tarquinia, candidata del Lazio, per diventare Capitale Italiana della Cultura 2028. Il progetto, nato da alcuni anni e che coinvolgeva anche i comuni limitrofi del litorale laziale nord, non ha avuto successo: Tarquinia è stata esclusa dalla corsa finale a vantaggio di Ancona.

Il verdetto finale premia Ancona e rilancia progetti di cultura regionale grazie a una rinnovata rete fra comuni italiani

Il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, commenta la situazione con ottimismo: “Siamo contenti perché siamo riusciti a mettere in campo un progetto, insomma, che ci fa ben sperare per il futuro, perché questo per noi giustamente dal sogno adesso passiamo all’azione e quindi metteremo in campo comunque quello che abbiamo immaginato rimodulando naturalmente in funzione delle nostre possibilità. Però ci crediamo e questa rete di Comuni non deve disperdersi anzi deve partire da qui.”

In particolare, il sostegno alla cultura non si limita alle attività cittadine: l’obiettivo è creare un modello di rete regionale, capace di valorizzare identità locali e attrarre attenzione internazionale.

La decisione finale della Commissione è stata unanime e il ministro Julien ha proclamato: “Ancona è la città eletta nei confronti delle altre nuove candidate.” Questo riconoscimento porterà un sostegno economico di un milione di euro al programma presentato durante la candidatura, destinato a potenziare iniziative e attività legate alla cultura sul territorio.

Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha sottolineato l’importanza storica del momento: “Questo era il nostro slogan, che però insomma, non mi piace sminuire in slogan ma in un’affermazione che vuole Ancona essere protagonista adesso perché il momento è storico e critico e noi abbiamo con questa voglia di investire sulla città attraverso quello che sarà per noi il metronomo della cultura non solo all’interno della città ma dare la possibilità alla città di Ancona ma anche tutte le Marche.”

Le iniziative hanno un unico minimo comun denominatore: valorizzare le aree dimenticate, promuovere la cultura come strumento di identità e crescita territoriale, e rafforzare una rete di Comuni attorno a progetti culturali condivisi. “Noi oggi rappresentavamo non solo una comunità locale, ma un’intera regione e lo facciamo guardando all’interno, ma guardando soprattutto ad Est, guardando all’Europa.” – seguita Silvetti.

Con questo riconoscimento, Ancona diventa protagonista di un rilancio culturale che coinvolge non solo la città ma l’intera regione Marche, dimostrando come la cultura possa fungere da volano per sviluppo, coesione e visibilità nazionale. Il progetto, pur con la delusione di Tarquinia, segna l’inizio di una nuova fase di collaborazione e valorizzazione territoriale attraverso iniziative culturali condivise e innovative.

Servizio Video di Riccardo De Paola