Era il 3 ottobre 2024 quando alcuni massi si staccarono improvvisamente dalla parete tufacea, precipitando sulla carreggiata di via di Ceri, nell’omonima frazione di Cerveteri. Da allora, la situazione non è cambiata: la strada rimane chiusa al traffico, causando gravi disagi alla viabilità locale, alle attività imprenditoriali della zona e al turismo.
Via di Ceri chiusa da mesi: ripercussioni per imprese e turismo, ritardi negli interventi e proteste degli operatori locali a Cerveteri
Gli imprenditori della zona – ristoratori, albergatori e operatori turistici – denunciano come la chiusura penalizzi la fruizione turistica e impedisca l’accesso al centro storico di Ceri, noto per la sua chiesetta e le attrazioni culturali locali.
Il consigliere del comune di Cerveteri, Nicolò Accardo, specifica nel dettaglio la situazione: “C’era praticamente una parte del patrimonio più bello e importante del nostro territorio abbandonata. Non importa rifare il portale, ma lì non si può accedere né da sud, dove c’è un ponticello in rovina, né da nord, dove da circa due anni la strada è interrotta”, spiega il consigliere.
Alla domanda su come l’amministrazione abbia risposto, il Comune di Cerveteri, spiega il consigliere Accardo – ha replicato con due interruzioni di due ore e mezzo durante l’approvazione del bilancio: un’azione percepita dagli imprenditori come simbolica e insufficiente. “Mi sembrava di tornare al clima di quando la sindaca dichiarò in consiglio comunale: ‘Mi stanno ricattando’. Due ore e mezzo di interruzioni senza alcuna prospettiva concreta per il futuro di Cerveteri. Solo iniziative, parole scritte e la buona volontà del sindaco non bastano per far rinascere questo territorio come merita”, aggiunge.
Accardo precisa: “Serve un passo concreto per risolvere questa problematica, la pur lodevole volontà della sindaca non basta per far rinascere questo paese”, conclude il consigliere comunale di Cerveteri.
La vicenda di via di Ceri evidenzia la necessità di interventi urgenti e concreti, affinché il patrimonio storico e le attività economiche locali possano riprendere vita e tornare fruibili da cittadini e turisti.
Servizio Video di Fabio Nori
















