Roma torna al centro del dibattito sul futuro dell’informazione e del sistema radiotelevisivo. A Palazzo Colonna si è svolto il convegno “Prominence, pluralismo e nuove regole nell’ecosistema digitale”, organizzato da Confindustria Radio Televisioni con la partecipazione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).
Al centro dell’incontro il ruolo dell’informazione nell’era delle piattaforme globali, la sostenibilità economica del settore editoriale e la necessità di garantire visibilità e accesso ai contenuti radiotelevisivi in un mercato sempre più dominato dalle grandi piattaforme digitali.
(Servizio TG di Gloria Piccioli)
Il ruolo degli editori e la libertà di informazione
Tra i temi principali affrontati durante il convegno c’è stato quello della responsabilità editoriale e del valore democratico del sistema radiotelevisivo.
“Allargheremo la visione a quello che sta avvenendo nel mercato in un’ottica di sostenibilità editoriale – ha spiegato Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni – ma soprattutto per dare un senso al ruolo che hanno gli editori, che è mantenere e valorizzare la libertà di informazione. La libertà di informazione c’è solamente se ci sono editori, giornalisti e direttori responsabili”.

Marano ha sottolineato come televisione e radio rappresentino servizi di interesse generale e presidi fondamentali del diritto all’informazione garantito dalla Costituzione.
“Quando un presidio democratico si indebolisce non soffre solo un settore industriale, ma l’intero sistema Paese. Gli editori garantiscono informazione verificata, pluralismo delle opinioni e diversità culturale. Chi fa informazione ha una responsabilità diretta. Questa è una cosa che oggi sui social e sul web non avviene”.
Il presidente di Confindustria Radio Televisioni ha poi evidenziato anche il problema della forte asimmetria tra editori tradizionali e piattaforme globali.
“Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita esponenziale delle piattaforme globali che monetizzano contenuti prodotti da altri attraverso algoritmi non trasparenti e sistemi di profilazione dei dati. Non è solo il problema di una categoria industriale, ma di un cittadino che deve sapere chi dà quella notizia e perché la dà”.
Secondo Marano, quindi, la tutela della cosiddetta “prominence”, cioè la visibilità dei servizi televisivi e radiofonici sulle piattaforme digitali, rappresenta oggi una garanzia democratica per i cittadini e uno strumento necessario per assicurare l’accesso universale all’informazione.

Barachini: “Accesso all’informazione fondamentale per la democrazia”
Durante l’incontro è intervenuto anche il Senatore Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria.
“Viviamo in un’era nella quale la distribuzione condiziona l’accesso all’informazione e questo incide anche sulla capacità dei cittadini di partecipare alla vita democratica e politica” – ha dichiarato.
Secondo Barachini, garantire un’informazione di interesse pubblico accessibile significa anche favorire una partecipazione più consapevole alla vita pubblica. “Oggi il sistema nazionale soffre una concorrenza internazionale con regole diverse e condizioni deontologiche differenti”, ha aggiunto.

Il tema della visibilità delle emittenti
Sul tema della visibilità delle emittenti televisive e radiofoniche sulle piattaforme digitali e sui dispositivi connessi, è intervenuto anche Rosario Alfredo Donato, direttore generale di Confindustria Radio Televisioni.
“Dare la giusta visibilità e l’accessibilità che merita in un contesto dove ci sono molte piattaforme e dove il servizio di offerta televisiva e radiofonica è cambiato – ha affermato Donato – è un tema centrale che l’Agcom ha affrontato con responsabilità istituzionale”.
Il tema riguarda soprattutto la possibilità per i cittadini di trovare facilmente i contenuti televisivi nazionali all’interno di smart tv, piattaforme digitali e servizi di streaming.

La sfida delle tv locali
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla situazione delle emittenti locali, che negli ultimi anni si sono trovate ad affrontare una competizione sempre più forte con le piattaforme globali.
“La sfida per le tv locali è ottenere un’effettiva prominence”, ha spiegato Maurizio Giunco, presidente delle Associazioni TV Locali, che ha ricordato come un primo passo sia stato fatto con la delibera Agcom del 2023, che ha imposto agli operatori globali la presenza di un’icona televisiva che rimanda alla tv digitale terrestre.
“Quello che resta da fare – ha concluso – è imporre la presenza gratuita delle emittenti sulla homepage delle piattaforme. Su questo i costruttori hanno presentato ricorso e speriamo che si arrivi presto a una soluzione”.

Un confronto quindi proficuo e ricco di spunti, quello che si è tenuto tra istituzioni, editori e operatori del settore presso la Coffee House di Palazzo Colonna in Piazza SS Apostoli, a Roma. Un passo concreto affinchè il tema della visibilità dei contenuti e della tutela del pluralismo informativo resti centrale per il futuro dell’ecosistema digitale.



















