Roma città di Mare? Non pare. A parte il grande interesse per il finanziamento europeo del Parco del Mare (68 milioni di euro con uno primo stralcio da 24), in Campidoglio gli uffici non sembrano molto interessati alla valorizzazione del ruolo di Capitale del Mare.
Il Comune di Roma “dimentica” di partecipare al bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il finanziamento della promozione della cultura marittima. Era già successo per la lotta all’erosione
E’ questo il titolo che Roma si è vista sfuggire a vantaggio di Ravenna non tanto per le proprie caratteristiche di cultura marittima quanto invece per rinuncia: il Campidoglio, infatti, ha rinunciato a partecipare al bando lanciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’individuazione (con relativo finanziamento di un milione di euro) della Capitale del Mare 2026.
Ieri c’è stato il conferimento ufficiale del titolo. La proclamazione è stata fatta dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. La città di Ravenna ha prevalso su ben 50 candidate tra le quali Cagliari, Ancona, Riccione, Brindisi, Taranto, Santa Cesarea Terme e Policoro. Tra queste anche le cittadine laziali Gaeta e Sperlonga. A concorrere, però, non c’era Roma.
Ora, comprendiamo che tutta la macchina amministrativa capitolina dedicata alle vicende di Ostia è impegnata a ragionare sul progetto del Parco del Mare ed è occupata a sciogliere il nodo delle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari, ma fare una semplice domandina non avrebbe comportato un così grande dispendio di energie e fantasia. Sarebbe bastato elaborare e proporre un progettino di promozione della cultura marittima collegato a uno dei tanti assett della bellezza di cui dispone Ostia, dalle bellezza selvaggia di Capocotta, all’originalità dell’oasi naturale sommersa di Tor Paterno, dalle architetture liberty del lungomare alla varietà della fauna del Centro habitat Wwf, dalla poetica del villaggio dell’Idroscalo al rilancio della michelangiolesca Tor San Michele, dalla rinascita dell’agonizzante Borghetto dei Pescatori alla proposta di visite guidate nella pineta di Castefusano e nel Castello Chigi.
Peccato. E’ l’ennesima occasione mancata non tanto in termini di finanziamento che sfuma ma, soprattutto, in fatto di affermazione di un principio che purtroppo riecheggia solo a parole: Roma è in assoluto la Capitale del mare. Era già successo nella mancata partecipazione al finanziamento delle emergenze provocate dall’erosione e, speriamo sia anche l’ultima di queste “dimenticanze”.
















