Quando le luci si abbassano e il silenzio della Sala Accademica viene rotto dalla prima nota, si comprende immediatamente che jazz non è solo un genere, ma un linguaggio universale di libertà . E’ il concetto e l’emozione alla base della nuova edizione della rassegna ad ingresso gratuito “Jazzidea 2026”, che torna a far vibrare il cuore di Roma, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi e raffinati della stagione musicale capitolina.
Scopri il programma della rassegna gratuita che unisce dialetto, innovazione, puro talento e l’emozione del grande jazz tra le mura storiche del Conservatorio di Santa Cecilia
Sotto la sapiente direzione artistica di Carla Marcotulli, il festival propone un cartellone che si snoda tra marzo e maggio, offrendo al pubblico la possibilità di accedere gratuitamente a esecuzioni di livello mondiale. Ogni appuntamento, fissato rigorosamente alle ore 18:00 presso la sede di Via dei Greci 18, promette di esplorare le infinite sfumature del linguaggio improvvisativo contemporaneo.
L’apertura di marzo tra tradizione romanesca e giovani talenti
Il sipario sulla stagione si alza domenica 8 marzo con un doppio appuntamento che celebra la contaminazione stilistica. La prima parte della serata vede protagonista Jonis Bascir e il Gezcleb, un ensemble che vede Bascir alla voce e chitarra, affiancato da Domenico Sanna al piano, Francesco Puglisi al basso e Lorenzo Tucci alla batteria, con la partecipazione speciale di Fabio Zeppetella alla chitarra. Questo set è dedicato alla valorizzazione della canzone in dialetto romanesco riletta in chiave jazz.
A seguire, il progetto “Under 29 But Me” curato da Rita Marcotulli mette in luce la nuova generazione: l’ensemble comprende la voce di Ava Alami, la tromba di Luca Aquino, il sax di Andrea Cardone, le tastiere di Elettra Minieri, il contrabbasso di Damiano De Matteis e la batteria di Daniele Bucci, tutti guidati dal pianoforte della stessa Marcotulli. Il mese si conclude domenica 22 marzo con il Gabriel Marciano 4th nel progetto “A Reason to Believe”, con Vittorio Esposito, Alessandro Bintzios e Cesare Mangiocavallo, seguito dal dialogo strumentale tra il contrabbasso di Daniele Roccato e il clarinetto di Louis Sclavis.
Le rotte sonore di aprile tra ritmi moderni e sperimentazione
La rassegna prosegue domenica 12 aprile con un programma che sfida le convenzioni. Il primo gruppo a salire sul palco è il collettivo “Who Are You?”, formato da Chiara Orlando alla voce e tromba, Greg Burk al pianoforte, Pietro Ciancaglini al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria, con Fabio Zeppetella come ospite alla chitarra.
Successivamente, il Roberto Spadoni Four esplorerà nuove frontiere sonore grazie alla tromba di Francesco Fratini, la chitarra dello stesso Spadoni, il basso di Giulio Scianatico e la batteria di Enrico Morello. Il 26 aprile l’attenzione si sposta su sonorità più ricercate con “Harping on Jazz”, un progetto che vede la tromba e il flicorno di Mike Applebaum dialogare con l’arpa di Lucia Antonacci e la batteria di Joshua Frau. La giornata si completa con il quartetto di Stefano Cantarano, impegnato nel viaggio musicale di “Travel Notes” insieme al sax di Simone Alessandrini, il pianoforte di Dario Troisi e la batteria di Francesco Merenda.
Il gran finale di maggio tra omaggi a Django e grandi ensemble
Il mese di maggio chiude in bellezza questa cavalcata nel mondo del jazz con due domeniche dedicate alle grandi firme. Il 3 maggio si apre con “Django’s Way”, un omaggio al leggendario chitarrista manouche che vedrà sul palco Tcha Limberger al violino, Federico Procopio alla chitarra, Giuseppe Civiletti al contrabbasso e Mauro Gregori alla chitarra. La serata raggiungerà il culmine con l’incontro tra due giganti del genere: Fabrizio Bosso alla tromba e Rosario Giuliani ai sassofoni nel progetto “Ornettology”, supportati dal contrabbasso di Giulio Scianatico e dalla batteria di Sasha Mashin.
L’ultimo atto della rassegna andrà in scena domenica 17 maggio con “Legrand Romance”, che vedrà Carla Marcotulli alla voce e Marcello Tonolo al pianoforte. Il gran finale è affidato a “¡AlegrÃa!”, un’opera originale di Fernando Ramses DÃaz che vedrà protagonista l’ensemble di voci e strumenti del dipartimento jazz del Conservatorio, sotto la direzione di Ettore Fioravanti.
Un invito alla scoperta musicale gratuita
Jazzidea 2026 non è soltanto una sequenza di concerti, ma un manifesto politico e culturale che rivendica il diritto alla bellezza. In un’epoca di fruizione musicale rapida e spesso superficiale, il Conservatorio Santa Cecilia invita il pubblico a fermarsi e ascoltare la profondità di un’improvvisazione jazz eseguita dal vivo.
L’ingresso gratuito fino a esaurimento posti rende questa rassegna un bene comune, permettendo a studenti, cittadini e turisti di accedere a una programmazione che solitamente richiederebbe costi elevati.
Da non perdere dunque la rassegna in questa Sala Accademica, con la sua acustica perfetta, dove nota dopo nota, l’anima si arricchisce rendendo omaggio a una musica, il jazz, che continua a rigenerarsi senza mai perdere la propria identità .


















