Cadavere trovato nell’Aniene: la vittima identificata, è l’imprenditore scomparso Silvio Moret 

Dopo un primo doloroso riconoscimento si attende ora l'autopsia, per chiarire le cause della morte e i fatti avvenuti nelle ultime ore di vita di Silvio Moret

Un corpo senza vita, trascinato dalla corrente e ormai sfigurato dal tempo trascorso in acqua, è riaffiorato questa mattina dalle sponde dell’Aniene. Il macabro ritrovamento è avvenuto nel tratto compreso tra via Salaria e via Torre Salaria, gettando un’ombra di angoscia sulle famiglie di due scomparsi che da settimane attendono risposte dai soccorritori. Il cadavere, di sesso maschile e in avanzato stato di decomposizione, è stato recuperato dai Vigili del Fuoco, che hanno immediatamente allertato le forze di polizia per i rilievi di rito.

Dopo un primo doloroso riconoscimento si attende ora l’autopsia, per chiarire le cause della morte e i fatti avvenuti nelle ultime ore di vita di Silvio Moret

L’intervento delle squadre di soccorso è scattato alle prime luci dell’alba, quando alcuni passanti hanno segnalato una sagoma sospetta che galleggiava a ridosso della vegetazione ripariale. Una volta portato a riva, è apparso chiaro che il cadavere fosse rimasto nel fiume per un periodo prolungato.

Inizialmente, il pensiero degli inquirenti è andato ad Alessandro Giannetti, il 31enne di Tivoli scomparso l’8 febbraio, la cui auto era stata ripescata proprio dall’Aniene all’altezza di Villa Adriana lo scorso 18 febbraio. Tuttavia, con il passare delle ore, l’ipotesi legata al giovane tiburtino ha perso consistenza, lasciando spazio alla pista che conduce direttamente ai Castelli Romani.

Il giallo dell’imprenditore di Frascati

Il sospetto più forte e confermato in queste ore da un primo doloroso riconoscimento, è che la vittima restituita dal fiume sia Silvio Moret, l’imprenditore di Frascati di 71 anni sparito nel nulla il 14 febbraio 2026. Moret, uomo stimato e lavoratore instancabile, era uscito di casa a bordo del suo Fiat Ducato bianco per le consuete attività professionali. Il silenzio sulla sua utenza telefonica era calato improvvisamente nel tardo pomeriggio di quel sabato, aprendo uno scenario inquietante che aveva portato, il giorno successivo, al ritrovamento del suo veicolo all’interno del Parco delle Valli, nella zona di Conca d’Oro.

Il furgone acceso e il legame con l’Aniene

A rendere la scomparsa di Moret estremamente anomala furono le circostanze del ritrovamento del suo furgone. Il mezzo era stato individuato da un passante nei pressi della stazione “Val d’Ala” con il motore ancora acceso, nonostante fosse fermo da ore.

All’interno dell’abitacolo era presente il cellulare dell’uomo, segno di un allontanamento repentino che non lasciava presagire alcuna pianificazione. Il punto in cui il cadavere è stato rinvenuto oggi dista meno di due chilometri da quell’area verde dove il furgone era stato abbandonato a ridosso del fiume, un dettaglio geografico che potrebbe veramente stringere il cerchio attorno all’imprenditore scomparso.

La descrizione e gli accertamenti medico-legali

Silvio Moret era stato descritto come un uomo di statura imponente, circa un metro e ottantacinque di altezza, con capelli brizzolati e occhi azzurri. Al momento della sparizione indossava un maglioncino azzurro e pantaloni neri.

Sarà ora l’autopsia, disposta dall’autorità giudiziaria presso il Policlinico Gemelli, a stabilire le cause della morte, e cosa sia successo al 71enne prime di finire nelle acque del fiume. Gli esami scientifici e il test del DNA saranno necessari anche a dare una certezza definitiva alla famiglia che da oltre due settimane vive sospesa tra la speranza e il baratro.

Un mistero ancora da chiarire

Resta da capire cosa sia accaduto tra le ore 18:00 del 14 febbraio, ora dell’ultimo contatto certo a Frascati, e l’arrivo del furgone nel cuore di Roma Nord. La distanza tra la partenza e il ritrovamento suggerisce spostamenti intermedi o incontri che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire attraverso le telecamere di sorveglianza della via Flaminia.

Se l’esame autoptico confermerà che si tratta di Moret, l’indagine dovrà chiarire come l’uomo sia finito nel fiume e se vi siano responsabilità di terzi in quello che, al momento, appare come un tragico e indecifrabile epilogo di una vita dedicata al lavoro e alla famiglia.