Un bus notturno dal Lido al Centro: in Campidoglio mozione per “Ostia Saturday Night Line” per la sicurezza dei ragazzi

Più mobilità e meno rischi: Azione presenta "Ostia Saturday Night" nel segno della sicurezza per permettere ai ragazzi del litorale di vivere la città senza dipendere da auto o mezzi pubblici inefficienti

I ragazzi del X Municipio sono cittadini di Roma Capitale a tutti gli effetti, ma quando il sole tramonta, il confine tra il litorale e il resto della città diventa un muro invalicabile per chi non possiede un’auto. Con una MetroMare che chiude i battenti alle 23:30 (e che a Capodanno ha abbandonato i pendolari già alle 21:00) e linee notturne che costringono a odissee infinite, muoversi diventa un rischio. Da questa urgenza nasce la mozione presentata ieri in Campidoglio dai consiglieri di Azione per l’attivazione della “Ostia Saturday Night Line”.

Più mobilità e meno rischi: Azione presenta “Ostia Saturday Night” nel segno della sicurezza per permettere ai ragazzi del litorale di vivere la città senza dipendere da auto o mezzi pubblici inefficienti

Vivere a Ostia non dovrebbe significare essere esclusi dalle attrazioni culturali e sociali del centro. E’ questo il principio sul quale si basa l’iniziativa di Azione, sottolineando la nota dolente, e cioè che attualmente, la carenza di collegamenti rapidi dopo il tramonto trasforma le serate dei giovani in una ricerca estenuante di passaggi o in attese infinite alle fermate degli autobus, dove si incontra una “varia umanità” che mina la sicurezza percepita, specialmente dalle ragazze. “Non è solo una questione di logistica, ma di parità di diritti: un giovane del X Municipio deve avere le stesse opportunità di un coetaneo del centro”.

Genitori in bilico tra concessione di autonomia e la paura incidenti stradali

Per le famiglie romane, il sabato sera è spesso sinonimo di ansia. I genitori vivono in bilico tra il desiderio di concedere autonomia ai figli e la consapevolezza dei pericoli. Dormire con un occhio solo è la norma, nel timore di uno squillo del telefono che annunci un brutto incontro o, peggio, un incidente stradale causato dalla stanchezza dell’amico maggiorenne di turno al volante.

Proporre una linea notturna espressa significa investire direttamente nella sicurezza stradale, riducendo drasticamente il numero di veicoli privati guidati da giovani nelle ore critiche.

Il modello europeo: l’esempio di Ibiza

La proposta di Azione guarda alle grandi capitali del divertimento europeo. A Ibiza, ad esempio, il “DiscoBus” è una realtà consolidata da oltre 20 anni che permette a migliaia di giovani di spostarsi tra discoteche e beach club senza rischi.

Una mamma romana, ricordando un’esperienza del 2003 nelle Baleari, commenta con favore: “Sarebbe una mano santa; lì il servizio funzionava tutta la notte e ti portava in tutte le discoteche”. Portare questo standard a Roma aumenterebbe la sicurezza sociale, rendendo la Capitale una città moderna e accogliente per le nuove generazioni.

Una linea dedicata per l’estate 2026

Il progetto prevede una linea notturna dedicata ed espressa, attiva nel periodo da giugno a settembre 2026. L’obiettivo è duplice: permettere ai giovani del litorale di raggiungere il centro e, contemporaneamente, consentire a tutti i ragazzi di Roma di popolare il lungomare di Ostia in modo ordinato.

Una gestione intelligente dei flussi che garantisce una maggiore sicurezza pubblica attraverso il monitoraggio dei percorsi e la certezza degli orari, evitando che le strade diventino terra di nessuno nelle ore più tarde.

“Sostenere questa mozione significa riconoscere che la mobilità è un diritto primario” spiegano i rappresentanti di Azione Flavia De Gregorio, Antonio De Santis, Alessio D’Amato, Andrea Bozzi, Roma in Azione, Roma in Azione Municipio X e Cag Tana Libera Tutti, che chiedono che l’Assemblea Capitolina passi dalle parole ai fatti.

“Solo così potremo garantire ai nostri ragazzi la libertà di muoversi e a noi genitori la sicurezza di saperli protetti da un servizio pubblico efficiente. Roma deve smettere di essere una città a compartimenti stagni e iniziare a respirare come un’unica, grande comunità” – concludono.